Venerdì, 19 aprile 2019 - ore 00.59

ADUC Il morbillo e le elezioni europee

La piattaforma Facebook, multinazionale del tartufismo, ha fatto sapere che renderà “meno visibili” i gruppi di pagine che diffondono false informazioni sui vaccini.

| Scritto da Redazione
ADUC Il morbillo e le elezioni europee

ADUC Il morbillo e le elezioni europee

La piattaforma Facebook, multinazionale del tartufismo, ha fatto sapere che renderà “meno visibili” i gruppi di pagine che diffondono false informazioni sui vaccini.

 Meglio tardi che mai. Da anni Facebook (e qualcun altro) lascia comparire sulle sue pagine ogni sorta di campagna oscurantista facendo credere ai lettori – sempre desiderosi di “verità alternative” come direbbe Donald Trump – che i vaccini, essenzialmente quello contro il morbillo, sono pericolosi. Questa offensiva a base di urla e menzogne, sviluppata sui social network che nella fattispecie ci sembrano tutt’altro che social, ha provocato una diminuzione della copertura vaccinale in diversi Paesi, essenzialmente in Usa. Il risultato è stato un aumento generale – talvolta anche spettacolare – di casi di morbillo nel mondo, e un certo numero di morti che sarebbe stato possibile evitare se le indicazioni della scienza e dei medici fossero state rispettate; come per esempio la tragedia in corso!

In Madagascar dove ad oggi si contano un migliaio di morti (anche se qui le motivazioni sono più articolate, ma comunque frutto di un calo di attenzione e sensibilità) . Qualsiasi giornale o media un po' serio che avesse imitato Facebook sarebbe stato immediatamente messo alla berlina dalla comunità scientifica e dalle autorità sanitarie. Il gigante digitale, che preferisce molto di più i click alla verità, consente quindi, nella sua grande clemenza, di rendere “meno visibile” questo tessuto di stupidità medievali. Alleluia!  Comunque la sua responsabilità – indiretta ma evidente – nell’aumento del numero di morti legati al morbillo resta tutta intera.

Questa epidemia regressiva, che si potrebbe credere confinata al mondo del digitale, non risparmia il nostro Paese e anche nostri vicini e alleati (come la Francia). In Italia sono note le posizioni – contrarie, attendiste, dubbiose e ritardanti, e di fatto responsabili delle infezioni -  di uno dei partiti di governo (M5S) anche se sono ultimamente diventati altalenanti e, addirittura, surclassate dal multidiciplinare leghista ministro dell’Interno, Matteo Salvini che, per accaparrare alcuni voti no-vax essenzialmente nelle prossime elezioni europee, si è distinto per chiedere una proroga dell’obbligo vaccinale per la frequenza scolastica. Nel mondo del partito dei Verdi italiani (opposizione del governo), dati in ascesa per le prossime elezioni europee per meriti (a nostro avviso) ascrivibili solo ai loro omonimi tedeschi, prese di posizioni precise sono sempre affumicate da dubbi pruriginosi che si alimentano del fatto che non stanno ancora constatando sufficienti cadaveri sul terreno .

 Ai Verdi italiani fanno ecco quelli francesi che, al secondo posto delle loro liste per le prossime elezioni del Parlamento Europeo, avranno Michèle Rivasi che, in materia, contestando il principio stesso dei vaccini obbligatori, si dichiara “vaccino-scettica”: lo scorso febbraio ha organizzato a Bruxelles un dibattito pubblico con Andrew Wakefield come relatore (militante dalla causa no-vax, assertore del legame tra autismo e vaccino contro il morbillo, è stato espulso, dopo un’approfondita indagine, per frode e conflitto dì interessi dall’Ordine dei medici britannico).

A titolo aneddotico, ricordiamo che oltre due secoli fa, Luigi XVI, più moderno dei nostri no-vax, si fece vaccinare in pubblico con tutta la sua famiglia per dimostrare che quel metodo non rappresentava pericoli particolari (il rischio è infinitesimale), indicazione che tutte le autorità sanitarie del Globo ripetono da sempre. Ma che potrebbe non continuare ad esser tale per le sciocchezze che nei prossimi cinque anni potrebbero essere diffuse dagli scranni del Parlamento europeo, da italiani e francesi come nel nostro caso. Pura e inutile apprensione? Non tanto, se pensiamo, parte italiana, come le posizioni dei partiti di governo alimentano il dibattito e il tempo mediatico che vi viene  dedicato nel nostro Paese. Ce lo possiamo permettere?

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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