Lunedì, 18 novembre 2019 - ore 23.38

AISE AFRICA MATTARELLA a LUANDA : L’AFRICA È IL CONTINENTE

“Il rapporto così intenso e fecondo tra Angola e Italia credo costituisca un esempio per il dialogo che intendiamo intrattenere con l’Africa tutta, in una visione di crescita delle rispettive società”.

| Scritto da Redazione
AISE AFRICA MATTARELLA a LUANDA : L’AFRICA È IL CONTINENTE

AISE AFRICA MATTARELLA a LUANDA : L’AFRICA È IL CONTINENTE

“Il rapporto così intenso e fecondo tra Angola e Italia credo costituisca un esempio per il dialogo che intendiamo intrattenere con l’Africa tutta, in una visione di crescita delle rispettive società”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento all’Assemblea Nazionale dell’Angola, al termine della prima visita ufficiale di un presidente italiano nel Paese africano.

“Con profondo rispetto prendo la parola nel luogo che rappresenta la volontà popolare del popolo angolano e costituisce il simbolo stesso della democrazia, in un Paese con cui l’Italia intrattiene proficui e speciali rapporti di amicizia e collaborazione”, ha esordito Mattarella. “Celebriamo, proprio in questo mese di febbraio, il quarantatreesimo anniversario del riconoscimento da parte italiana dell’indipendenza della Repubblica dell’Angola, che giunse celermente in un contesto internazionale non facile. La causa dell’indipendenza dell’Angola e degli altri Paesi africani di lingua lusitana godeva di simpatia e ampio sostegno in Italia. Il mondo della cultura italiana, in particolare, - ha ricordato Mattarella – manteneva regolari e approfonditi rapporti con i leader della lotta anticoloniale”.

“L’interesse, il desiderio di reciproca conoscenza fra i nostri rispettivi Paesi, trovava, del resto, radici antiche; tra l’altro, nella vicenda del primo angolano, giunto a Roma come Ambasciatore – superando molteplici traversie – addirittura nel 1608”, ha detto ancora il Capo dello Stato, prima di ricordare che “la città di Roma, che accoglie le spoglie mortali di questo pioniere dell’amicizia italo-angolana, ha dedicato al Principe António Manuél né Vúnda un pregevole busto in marmo, custodito nella Basilica di Santa Maria Maggiore” e che a Palazzo del Quirinale “il Principe angolano è ricordato in un affresco, nella sala più grande del palazzo”.

“L’amicizia verso il popolo angolano ha trovato espressione anche attraverso gli interventi delle strutture di cooperazione italiane – istituzionali e private - nel difficile contesto della guerra civile, per alleviare le sofferenze della popolazione, anche quando fu deciso il ritiro dei cooperanti stranieri. Una collaborazione proseguita nel corso del tempo, senza interruzioni”, ha proseguito Mattarella. “Significative imprese italiane hanno operato qui, nel corso degli ultimi decenni, a vantaggio dello sviluppo del Paese. Tra esse un posto di sicuro rilievo spetta all’ENI che, sulla spinta delle idee del suo fondatore, Enrico Mattei, seppe adottare – in collaborazione con le Istituzioni angolane – un modello di sviluppo incentrato sulla crescita e il reciproco scambio di conoscenze e competenze, come testimonia, tra i numerosi progetti realizzati, la creazione dell’Istituto per il Petrolio nella città di Súmbe”.

 “La recente “Conferenza Italia-Africa” di Roma – con l’apprezzata presenza del Ministro delle Relazioni Esterne dell’Angola - ha posto in rilievo mete comuni: il partenariato paritario, lo sviluppo condiviso, il trasferimento di conoscenze ed esperienze formative, il reciproco arricchimento culturale”, ha osservato il Presidente. “Sono strumenti che richiedono un impegno intenso e incessante da parte di tutti gli attori coinvolti e una profonda unità d’intenti tra i partner. L’interdipendenza tra Mediterraneo e Africa sub-sahariana è una realtà e include il “corridoio” che va dal Golfo di Guinea al Golfo di Aden. È uno spazio geopolitico che esige l’esercizio di una responsabilità comune da parte dei popoli interessati”.

L’Africa, ha quindi sottolineato Mattarella, “è il “Continente dell’oggi”, protagonista di straordinari cambiamenti; e questa consapevolezza deve guidare le nostre azioni. Se è vero che, seguendo le attuali tendenze, la popolazione africana raddoppierà il proprio numero entro il 2050, raggiungendo i 2,5 miliardi - un quarto della popolazione mondiale stimata per quell’epoca - la sfida di fronte alla quale si troverà il continente africano sarà di creare, ogni anno, circa 15 milioni di nuovi posti di lavoro. È una prospettiva che richiede alla saggezza dei Paesi africani di non disperdere il proprio capitale umano, leva primaria dello sviluppo. Le migrazioni di massa sono la più dolorosa spoliazione di futuro di un territorio. Sono le conseguenze di piaghe endemiche che affliggono l’umanità: la guerra, la fame, le carestie.

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