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Al Ponchielli di Cremona, giovedì 3 marzo in scena 'Ti regalo la mia morte, Veronika'

Regia di Antonio Latella

| Scritto da Redazione
Al Ponchielli di Cremona, giovedì 3 marzo in scena 'Ti regalo la mia morte, Veronika'

Stagione di Prosa 2015/16

Uno spettacolo imperdibile, una corsa folle, senza protezioni, una prolungata allucinazione dove realtà e finzione diventano quasi indistinguibili. Entriamo così nella mente della protagonista di Ti regalo la mia morte, Veronica,  in scena al Teatro Ponchielli giovedì 3 marzo (ore 20.30), ispirato alla poetica di Rainer Fassbinder .

Il regista Antonio Latella ci porterà in un viaggio in cui Veronika e le altre eroine del cinema fassbinderiano regalano il proprio sacrificio al loro ideatore, il regista, il medico ma anche al carnefice Fassbinder, a sua volta probabilmente, personaggio del suo stesso dramma. 

I biglietti sono in vendita alla biglietteria del Teatro, aperta tutti i giorni feriali dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30 (tel 0372 022001/02). Questi i prezzi dei biglietti: platea e palchi € 18,00 – galleria € 13,00 - loggione € 10,00

 

Dialoghi intorno al Teatro

Curiosità relative allo spettacolo potranno essere scoperte grazie all’incontro, che si terrà presso il foyer del Teatro Ponchielli (Corso Vittorio Emanuele 52) giovedì 3 marzo alle ore 17.30, dove il critico teatrale del quotidiano La Provincia di Cremona Nicola Arrigoni incontrerà la protagonista Monica Piseddu e gli attori della Compagnia.

Ingresso libero.

 

 

giovedi 3 marzo ore 20.30 - DiversaMente

 

EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE 

Ti regalo la mia morte, Veronika

traduzione e adattamento di Antonio Latella e Federico Bellini

tratto dal film Veronika Voss

di Rainer Werner Fassbinder

 

personaggi ed interpreti

Veronika Voss

Robert Krohn

Henriette/Margot

Dottoressa Katz/Martha

Grete/Maria

Josepha/Emma

Capo-Coro, Ebreo, Regista

Capo polizia/Elvira

ombre

Monica Piseddu

Annibale Pavone

Valentina Acca

Estelle Franco

Caterina Carpio

Nicole Kehrberger

Fabio Pasquini

Maurizio Rippa

Massimo Arbarello

Sebastiano Di Bella

Fabio Belliti

 

 

 

scene Giuseppe Stellato

costumi Graziella Pepe

musiche Franco Visioli

luci Simone de Angelis

ombre alTREtracce

assistente alla regia Brunella Giolivo

regia

Antonio Latella 

Antonio Latella consolida il suo rapporto con E.R.T. Emilia Romagna Teatro Fondazione  dirigendo Ti regalo la mia morte, Veronika, lavoro che il regista di origine napoletana ha riscritto con il drammaturgo Federico Bellini ispirandosi liberamente - come esplicitamente dichiarato nel sottotitolo -  alla poetica del cinema fassbinderiano.

dopo il pluripremiato Un tram che si chiama desiderio, Latella prosegue la propria analisi nell’universo femminile con uno spettacolo che rilegge i miti del cinema occidentale e ne indaga le icone che essi hanno regalato alla memoria collettiva.

Antonio Latella ritrova la poetica di Rainer Werner Fassbinder a distanza di dieci anni: è infatti del 2006 la sua rilettura teatrale di Le lacrime amare di Petra von Kant. La base di questo nuovo lavoro non è però un testo teatrale dell’autore bavarese, ma parte dell’opera cinematografica che Fassbinder ha dedicato alla rappresentazione e all’analisi della donna. Partendo dalla rievocazione della vicenda di Veronika Voss, ultima tra le protagoniste del suo cinema, lo spettacolo incontra alcune tra le figure femminili grazie alle quali il regista ha consegnato forse una grande, unica opera, una lavoro il cui sguardo cinematografico e biografia personale tendono inevitabilmente a coincidere. Una corsa folle, senza protezioni, una prolungata allucinazione dove realtà e finzione diventano quasi indistinguibili. Entriamo così nella mente di Veronika, diva sul viale del tramonto e vittima della morfina somministrata da medici senza scrupoli, dove i ricordi e i personaggi rievocati diventano apparizioni in bianco e nero, il nero come forma perfetta che fagocita gli altri colori e il bianco della purezza ma anche del lutto. E, inevitabilmente, il bianco della morfina che trasforma le memorie in gratificazioni, deforma ogni percezione fino a rendere accettabile la morte come possibilità, o liberazione. Un viaggio in cui Veronika e le altre eroine del cinema fassbinderiano regalano il proprio sacrificio al loro ideatore, il regista, il medico ma anche il carnefice Fassbinder, a sua volta, probabilmente, personaggio del suo stesso dramma.

Fonte: Fondazione Teatro Ponchielli 

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