Mercoledì, 25 novembre 2020 - ore 19.42

Alleanza PD-M5S Sono d’accordo con Paolo Carletti . E’ da fare | Gian Carlo Storti (Cremona)

Il tema alleanza PD-M5S rilanciata da Nicola Zingaretti fa discutere i dirigenti locali dei Democratici: vedo che la proposta suscita molti distinguo e molti silenzi.

| Scritto da Redazione
Alleanza PD-M5S Sono d’accordo con Paolo Carletti . E’ da fare | Gian Carlo Storti (Cremona)

Alleanza PD-M5S Sono d’accordo con Paolo Carletti . E’ da fare | Gian Carlo Storti (Cremona)

Il tema alleanza  PD-M5S  rilanciata da Nicola Zingaretti fa discutere i dirigenti locali dei Democratici: vedo che la proposta suscita molti distinguo e molti silenzi.

E’ giusto che si apra la discussione. Sono d’accordo con Carletti quando scrive  “ che il PD intenda costruire qualcosa con i secondi (M5S) , cioè chi ha pulsioni sociali alternative a quella di una destra tutta fili spinati, paura, protezionismo e strumentalizzazione dei simboli religiosi”.

Non sarà una alleanza facile  in particolare nei territori e nel nostro (Provincia e Regione).

Sul piano programmatico- ad esempio- il M5S  si è schierato contro il nuovo Ospedale di Cremona e l’Autostrada Cremona-Mantova mentre il PD e le amministrazioni che dirige si sono schierate a favore.

Io credo che il PD cremonese  abbia ancora tutto sommato una visione novecentesca dello “sviluppo sostenibile” e non colga il nuovo ovvero che invece è necessaria ora una politica di “ sviluppo green”.

Fa discutere inoltre  in questi giorni la realizzazione di un  nuovo complesso edilizio in via Postumia che dovrà ospitare un nuovo supermercato. Su questa questione il PD perderà voti a sinistra ( coloro che sono per lo sviluppo green) ed a destra (i commercianti che vedono nascere altri punti di concorrenza).

Vedremo. O  il Pd , in particolare quello cremonese, riflette su queste questioni oppure “rischia” ( magari qualcuno  vuole questo ) di costruire una allenza con  Forza Italia  o giu' di lì, come di fatto  è accaduto per l’elezione del Presidente della Provincia e come accade in enti collaterali ( vedi ad  Fondazione Città di Cremona e Cremona Solidale ed altri enti di secondo livello).

Gian Carlo Storti (Cremona) 

19 agosto 2020

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La nota di Paolo Carletti: «Per quanto ci riguarda, abbiamo sempre ritenuto che la sola formula che potesse dare respiro al Paese fosse quella della coalizione popolare PD/M5S così come abbiamo sempre pensato che tale formula potesse far bene ad entrambe le componenti. Lo dicevamo prima del congresso e sostenemmo l’attuale ministro Francesco Boccia proprio perché era il solo a sostenerlo ed oggi lo sosteniamo ancora con forza, come riconosciamo che il Movimento 5 stelle non abbia ancora ben metabolizzato i meccanismi della migliore politica. Se chi ha responsabilità di Governo licenzia una legge elettorale proporzionale, credo debba mettere in conto di doversi alleare con qualcuno e tra il blocco Salvini/Meloni ed i 5 Stelle credo sia ovvio che il PD intenda costruire qualcosa con i secondi, cioè chi ha pulsioni sociali alternative a quella di una destra tutta fili spinati, paura, protezionismo e strumentalizzazione dei simboli religiosi. A chi chiede un congresso che discuta l’alleanza con i 5 Stelle rispondiamo che il congresso dovrà invece scegliere che PD vuole, un Partito elitario che fonda la propria politica del lavoro sul job act, o un Partito popolare che costruisca una coalizione con chi condivide analisi su diritti e bisogni della nostra società? È poi vero che il PD debba mantenere salda la propria cultura riformista, ma dobbiamo chiederci quando abbia dimostrato davvero di averne una tanto spiccata da essere difesa. Ricordiamo che i riformisti al Governo scrissero lo Statuto dei Lavoratori, il PD invece il Job Act. Ricordiamo che i riformisti ottennero la nascita delle provincie, il PD invece la riforma Delrio. Allora, da socialista militante del PD, riteniamo che si debba credere in una coalizione sociale basata sui due blocchi PD/ M5Stelle, che possa aggregare a sinistra i delusi di un PD che è stato più attento al sostegno di gruppi elitari e di potere, piuttosto che alle componenti più deboli della nostra società. Le alternative che si proponevano alla nascita di questo Governo di legislatura c’erano e ci avrebbero consegnato un Governo non in grado di dialogare con l’Europa né tantomeno di fronteggiare l’emergenza Covid, fortunatamente, invece, si è varato un Governo di Legislatura che ci auguriamo possa essere il primo di una stagione della nuova sinistra italiana: riformista libertaria socialdemocratica» .

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