L’Italia è una delle nazioni con un più alto tasso di mortalità per coronavirus. Diversi esperti hanno dato spiegazioni diverse per questo fenomeno, per esempio qualche giorno fa il Professor Matteo Bassetti ha sottolineato che ci sono stati, soprattutto nella prima ondata, degli errori di conteggio, perché anche persone morte per altri motivi, ma che sono comunque risultate positive al coronavirus, sono state cantante come se la Covid-19 fosse stata la causa principale della loro morte e di conseguenza il tasso di letalità si è impennato.
Quindici giorni fa ho contratto il Covid. Ho la polmonite interstiziale-alveolare, sono andato in sepsi, blocco della funzione renale, ho avuto un’alterazione importante del muscolo cardiaco. Da ieri sono negativo. Ho vissuto la malattia che curo nei pazienti.
Poi ha aggiunto un’annotazione molto importante:
L’alta mortalità è correlata al fatto che intercettiamo troppo tardi i pazienti, li teniamo troppo a casa con terapie blande. Quando arrivano in ospedale il loro organismo è deteriorato.
È sicuramente un fatto significativo che indica quanto le persone abbiano ormai paura di andare in ospedale, dove sanno di rischiare di morire da sole. Non dimentichiamo poi che più volte è stato fatto l’appello a non recarsi al Pronto Soccorso se non perché è indispensabile. Quando si è malati è difficile capire a che stadio è la malattia, soprattutto la Covid-19, che in molti casi ha una rapida degenerazione.
Ricordiamo che anche nella prima ondata, soprattutto nel Bergamasco, tantissima gente era morta in casa a causa del coronavirus. Il rischio è che ora succeda lo stesso. Di certo in questo un ruolo importante ce l’hanno i medici di famiglia, che devono monitorare la situazione dei malati che si stanno curando a casa e decidere quando è il momento di mandarli in ospedale, ma finora i medici di comunità hanno avuto poco aiuto da parte dello Stato centrale e molti di loro ci hanno rimesso la pelle.



