Giovedì, 29 settembre 2022 - ore 20.48

Appello lanciato dalla Lega Palestinese per i Diritti Umani in Siria

L’appello è per un’uscita sicura fuori dal campo di Yarmouk

| Scritto da Redazione
Appello lanciato dalla Lega Palestinese per i Diritti Umani in Siria

La mattina del 1 aprile 2015 il campo di Yarmouk ha subìto un feroce attacco da parte di Daesh. Le forze di Daesh hanno attaccato Yarmouk dai suoi confini meridionali vicino all’area nota come Al-Hajr Al-Aswad. Combattenti di Daesh sono riusciti a prendere il controllo di diverse aree del campo finché Aknaf Beit Al-Maqdis, un gruppo formato da abitanti di Yarmouk, ci si è scontrato obbligandoli a ritirarsi, riducendone le zone di controllo. Nel frattempo, Daesh ha tempestato il campo con colpi di mortaio a caso, che hanno causato la morte di Jamal Abu Khalifa, mediattivista, e di Mohammad Rimawi, attivista civile, oltre alla caduta di un colpo di mortaio sull’ospedale Palestina che ha causato il ferimento di una serie di paramedici e personale dell’assistenza medica.

Intanto, un gruppo di fazioni armate dell’opposizione si è diretto verso Yarmouk per sostenere la lotta degli abitanti del campo contro Daesh. Tuttavia, le forze del Fronte Nusrah li hanno bloccati - un atto che mostra in modo chiaro il loro appoggio verso il piano di Daesh di occupare il campo di Yarmouk. Alla fine del primo giorno di attacchi da parte di Daesh, Aknaf Beit Al-Maqdis è riuscito a bloccare le forze di Daesh e a confinarli all’estremo sud di Yarmouk vicino a via Magharba. Il 2 aprile 2015, Daesh ha ripetuto il suo attacco con l’aiuto del Fronte Nusrah, hanno preso il controllo di nuove zone di Yarmouk, soprattutto via Safed e mentre diverse fazioni armate dell’opposizione siriana stavano a guardare, un paio di fazioni dell’opposizione (cioè alleati dell’Esercito Libero Siriano) hanno impedito che si fornisse assistenza medica a molte persone ferite negli scontri, molte delle quali tra i civili. Aknaf Beit Al-Maqdis è rimasto da solo senza alcun supporto o rinforzi da parte di alcun altro gruppo anche se molti avevano affermato in precedenza che sarebbero intervenuti.

Nella sera del 2 aprile 2015, le forze del regime e i suoi alleati tra i comitati popolari che includono ma non si limitano a fazioni palestinesi lealiste verso il regime, hanno unito le forze per irrompere nel campo dalla parte nord, con l’obiettivo di trarre vantaggio dagli scontri in atto all’interno come copertura. Sono quasi riusciti a entrare nel campo finché Aknaf Beit Al-Maqdis ha contrattaccato la loro invasione e sono stati costretti a ritirarsi. Si deve notare che il campo di rifugiati di Yarmouk è sotto un assedio totale dalla parte nord, imposto dalle forze del regime siriano e da gruppi armati del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Comando Generale (FPLP-CG). Tale assedio è in atto da 20 mesi il che significa una restrizione totale sugli spostamenti delle persone e dei beni, aspettare alcuni aiuti alimentari sotto la supervisione del regime, e in rari casi portano fuori dei civili malati.

Tutto quanto detto arriva con l’assoluta assenza di una soluzione proposta dall’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) o qualsiasi altra fazione palestinese. Esse non hanno esercitato alcuna forma di pressione sul regime siriano perché ponesse fine all’assedio. Si tratta di un approccio molto passivo verso la catastrofe che non è accettata dalla grande maggioranza dei palestinesi di Yarmouk. La legittimità internazionale dell’OLP in quanto rappresentante del popolo palestinese arriva dalle richieste dei rifugiati palestinesi. è responsabilità dell’OLP difendere i palestinesi e tutelarne i diritti, soprattutto nel caso dei rifugiati. L’OLP non ha raggiunto il minimo dei suoi obblighi negli ultimi 4 anni. Non ha neppure condannato apertamente le parti del conflitto e l’assedio, che dura da due anni.

Il fatto che gli abitanti di Yarmouk si siano trovati davanti a Daesh per la seconda volta in alcuni mesi è una prova evidente che loro possano proteggere il proprio campo una volta che un accordo per rompere l’assedio sia raggiunto. Il campo di Yarmouk è oggi tra due assedi: perciò chiediamo a chiunque possa intervenire e porre pressioni sulle parti del conflitto di ergersi per la storica responsabilità che hanno davanti. Abbiamo bisogno che premano per la fine dell’assedio da parte del regime, per fermare l’avanzata di Daesh e per sostenere gli abitanti di Yarmouk.

La Lega Palestinese per i Diritti Umani in Siria fa appello per un intervento urgente dell’UNRWA, dell’UNHCR, della Croce Rossa Internazionale, della Mezzaluna Rossa e di tutte le altre organizzazioni umanitarie e internazionali perché garantiscano un passaggio sicuro fuori da Yarmouk attraverso i checkpoint controllati dal regime siriano e dai suoi alleati. Oltre ad offrire garanzie che nessuno verrà arrestato come è già accaduto in diverse occasioni. Altrimenti, il campo di Yarmouk sarà testimone di un massacro che dovremmo lavorare per evitare.

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