Lunedì, 18 novembre 2019 - ore 05.41

Arci Ombriano contro il DDL Pillon

"Una manovra che limita le libertà individuali conducendoci all'arretramento per quanto riguarda libertà e diritti civili".

| Scritto da Redazione
Arci Ombriano contro il DDL Pillon Arci Ombriano contro il DDL Pillon

Il 10 Novembre in tutta Italia si sono svolte manifestazioni contro il Ddl Pillon, noi eravamo presenti per contestare questa pericolosa manovra del governo giallo-verde (una delle tante) che porta indietro l’Italia di almeno una 50ina di anni sul diritto di famiglia.

Cosa comporta il Ddl. Pillon? Cosa ne pensiamo?

• In primis nega l’accesso alla giustizia a chi non ha soldi o posizione sociale per permetterselo.

• Impedisce di separarsi e divorziare con l’obiettivo di preservare “l’unità familiare”… in nome della stessa della famiglia tradizionale? Dove spesso si compiono azioni barbare ed inumane?

• Lo stesso decreto limita la libertà di educare i figli, o le figlie, con l’imposizione della figura del coordinatore genitoriale, che, oltre a non essere gratuito, rischia di aumentare conflittualità e il perdurare dei legami oramai logori e nocivi per il minore.

• Impone un modello di regolamentazione precostituito delle attività genitoriali impedendo di valutare l’interesse dei e delle minori. Al contrario, ritenendo quest’ultimi parte lesa, crediamo fermamente che debbano avere voce in capitolo.

• Non tiene in considerazione l’ipotesi di separazione in caso di violenza subita (fisica, domestica, sessuale, psicologica, economica che sia), costringendo le donne a trattare con il proprio aggressore, noncurante che le violenze possano perpetuarsi.

• Il Ddl introduce innanzitutto l’obbligatorietà della mediazione familiare a pagamento in tutte le separazioni, comprese quelle legate a violenze e ad abusi. Con questo decreto essa graverà sulla parte più fragile – solo economicamente, per intenderci – che spesso già subisce disparità salariale di genere e, a volte, il licenziamento dovuto alla maternità.

• Prevede che quando le/i bambine/i non vogliono stare con uno dei due genitori, vengono allontanate/i da casa e collocati dall’altro genitore o in casa-famiglia, questo alimentando potenzialmente un clima di tensione tra i genitori e pressioni psicologiche sulla prole. La soluzione della casa-famiglia ci sembra eccessiva in quanto, a nostro avviso, è da ritenersi utile solo in casi davvero emergenziali in cui è a rischio l’equilibrio psicofisico de* minor*.

• Ricatta le donne fino a scoraggiarle da denunciare il marito aggressore e costringe i figli a frequentare il padre aggressore fino a quando non sarà stato giudicato colpevole con una condanna penale definitiva. Non possiamo lasciare che si dimentichi della stabilità (fisica, psicologica ed emotiva) de* bambin*. Inoltre la giustizia penale in Italia è molto lenta, non permetteremo che i minori, in attesa del giudizio, possano frequentare il genitore responsabile di soprusi, vessazioni, oltraggi e prevaricazioni.

• Richiede per i*/la figli* il 50% del tempo con entrambi i genitori, pretendendo il doppio domicilio e l’impossibilità di ricevere l’assegno di mantenimento.

Ricapitolando, il Ddl Pillon: limita le libertà individuali conducendoci all’arretramento per quanto riguarda libertà e diritti civili; adotta un’ottica punitiva verso i figli e le figlie le quali sono impossibilitati di manifestare i propri sentimenti, bisogni e libertà personali; sottovaluta la situazione di violenza riducendola ad una lagna delle madri indispettite, pone in mano ai padri armi pericolose per l’emancipazione delle donne e per il potere decisionale dei figli: ribadiamo che si tratti di una violenza sulle donne e i minori, l’ennesima!

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