Domenica, 03 maggio 2026 - ore 05.13

Berlusconi, Bersani o Monti. Chi vincerà? | G.C.Storti

| Scritto da Redazione
Berlusconi, Bersani o Monti. Chi vincerà? | G.C.Storti

Finalmente si vota il 24 febbraio 2013 per le politiche. Dopo un anno di pesanti tribolazioni si va al voto. Come è noto è stato Berlusconi  a staccare la spina per pure e sole ragioni di bottega: salvare se stesso.
Fino a qualche  giorno or sono la vittoria di Bersani era data, da tutti gli osservatori e dai sondaggisti, per certa.
La “ salita in politica “ di Monti scombina un poco le carte. Ma mette a rischio la vittoria di Bersani?
Sicuramente Monti sta costruendo un raggruppamento, al di là della forma che vedremo, molto interessante per l’Italia e per l’Europa. Un gruppo di forze che direttamente si ispira alle politiche del PPE e che si basa su tre cardini:
- senso dello stato;
- lotta all’evasione fiscale ed alla mafia;
- liberismo sul piano economico e sociale.
Abbiamo, credo ben presente, le teorie di Berlusca. Non è un caso che Monti, nel suo discorso d’insediamento, abbia attaccato direttamente e più volte Berlusconi. Non è un caso che la gerarchia cattolica sia immediatamente scesa in campo a sostegno di Monti ( una cattolico vero e presentabile come tale che non fa festini e cene fastose).
Mi ha colpito un’affermazione di D’Alema che ribadiva che” il nostro nemico, l’uomo da battere non è Monti ma il populista Berlusconi”.
Questo è vero ma però in queste ore si sta verificando  anche il fenomeno di erosione nel PD verso lo schieramento di Monti. Certamente piccole aree di moderati ma che hanno fondato lo stesso PD.
Monti però non solo attacca Berlusconi ( e questo ci aiuta) ma anche il PD per la sua scelta di alleanza con Vendola. Un vecchio vizio questo di rappresentare Vendola come un antisistema non rendendosi conto che nelle Puglie ha e sta governando bene nonostante tutte le difficoltà ( Ilva di Taranto in testa).
E’ forse in dubbio a questo punto la vittoria di Bersani?
Ovviamente spero di no ma credo che l’asse della campagna elettorale del PD non si debba solo rivolgere a criticare Berlusconi ( che sulla vicenda abolizione dell’ IMU raccoglierà consensi) ma anche  contro alcune politiche “ montiane”. Ovvero la critica alle sue scelte poco eque e scarsamente solidali vanno evidenziate a tutto campo. Certamente l’agenda Monti sul rigore deve essere anche per il PD un punto di riferimento ma questo non basta. Vanno pertanto rilanciate tutte le critiche e le proposte che il PD ha fatto sui temi del sociale  e del welfare. Non possiamo lasciare all’alleato Vendola questo spazio e nemmeno offrire argomenti allo schieramento “ arancione” di Ingroia che si collocherà alla nostra sinistra.
Insomma questa campagna elettorale non sarà una scampagnata fuori porta ma una passeggiata sui monti. Ed è per questo che ci vorrà tanto fiato e senso dell’orientamento se vorremo arrivare in cima.

 

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