Siamo andati a riprendere il programma elettorale del PdL per controllare quante di quelle promesse sono state realizzate. Il PdL ha governato, in questa legislatura, per tre anni: il governo Berlusconi ha mantenuto le promesse elettorali? La risposta è semplice: no. In questa prima parte analizziamo i capitoli su fisco (imprese e famiglie) e giustizia. Un’incredibile serie di propositi mai rispettati. Forse una piccola presa di coscienza degli incredibili errori fatti dal Governo Berlusconi servirebbe per ripartire. Il peccato originale del Pdl è tutto lì: bisognerebbe inziare a capirlo. Senza trovare scuse.
TASSE X IMPRESE
• detassazione di straordinari, premi e incentivi legati a incrementi di produttività; PARZIALE caduta la parte degli straordinati, detassati soli premi di produzione riconosciuti dai contratti aziendali e/o territoriali, con l’
esclusione dei premi attribuiti unilateralmente dal datore di lavoro o contrattati individualmente.
• graduale e progressiva detassazione delle “tredicesime” o di una mensilità; NO • versamento IVA dovuto solo dopo il reale incasso della fattura; SI’
• rimborsi IVA in tempo commerciale (da 60 a 90 giorni), per lasciare liquidità nelle imprese; NO • eliminazione di adempimenti burocratici e fiscali superflui e costosi; NO • riforma degli studi di settore, partendo dalle realtà economiche territoriali e coinvolgendo anche i Comuni; NO • graduale e progressiva abolizione dell’IRAP, a partire dall’abolizione dell’
IRAP sul costo del lavoro e sulle perdite; NO • graduale e progressiva riduzione dell’IVA sul turismo. NO (anzi hanno creato la tassa di soggiorno)
TASSE X FAMIGLIE
• Totale eliminazione dell’ICI sulla prima casa, senza oneri per i Comuni; PARZIALE ottima l’abolizione dell’ici ma dopo proprio per i mancati introiti per i comuni Tremonti e Calderoli hanno creato l’Imu per la seconda casa (pronto dal 2014, Monti l’ha anticipato e reso più pesante, con i voti del Pdl) • graduale e progressiva introduzione del “quoziente familiare” che tiene conto della composizione del nucleo familiare; NO • abolizione delle tasse sulle successioni e sulle donazioni reintrodotte dal governo Prodi; NO
• graduale e progressiva diminuzione della pressione fiscale sotto il 40% del prodotto interno lordo in attuazione dei principi contenuti nella Legge delega per la riforma fiscale del governo Berlusconi; NO • graduale e progressiva tassazione separata dei redditi da locazione; NO
GIUSTIZIA
• perfezionamento dell’azione intrapresa nella legislatura 2001/2006 dal Governo Berlusconi, con il completamento della riforma dei codici, la definitiva razionalizzazione delle leggi esistenti e l’attuazione dei principi enunciati dalle sentenze della Corte Costituzionale, non ancora trasposti in atti legislativi; PARZIALE, ma inutile nei risultati • attuazione dei principi costituzionali del giusto processo per una maggiore tutela delle vittime e degli indagati; NO • aumento delle risorse per la giustizia NO • garanzia della certezza della pena, con la previsione che i condannati con sentenza definitiva scontino effettivamente la pena inflitta ed esclusione degli sconti di pena per i recidivi e per chi abbia commesso reati di particolare gravità e di allarme All’inizio fu il contratto con gli italiani, lo ricordate? Berlusconi andò da Vespa dicendo che avrebbe attuato almeno quattro dei cinque punti per il quale si impegnava altrimenti non si sarebbe ricandidato per le prossime elezioni.
Era il maggio 2001, e sappiamo com’è andata.
Più o meno nello stesso periodo promise 1 milione di posti di lavoro, e sappiamo com’è andata, promise che nelle scuole si sarebbe insegnato Internet, inglese e d’impresa, le famose 3 i. Sappiamo com’è andata.
Nel luglio 2009, davanti a una platea di giornalisti, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha promesso che l’Italia avrebbe versato, di lì a un mese, la quota per il 2009 al Global Fund e ad oggi l’Italia è l’unico Paese donatore del Fondo Globale che non ha ancora versato la quota 2009… quindi sappiamo com’è andata.
Pochi mesi fa aveva promesso pace e prosperità in un grande abbraccio con la Libia del colonnello, e sappiamo com’è andata a finire.
Adesso per il buon cavaliere non potevano mancare due parole su Lampedusa e visto che gli isolani sono leggermente stanchi il Silvio nazionale alza il tiro e spara: il Nobel per la Pace per l’isola, una moratoria fiscale, previdenziale e bancaria perché Lampedusa diventi zona franca, un piano per il turismo che comprenderà una trasmissione di Rai e Mediaset che parli dell’isola in termini entusiastici, un campo di golf e un casinò. «Anche io diventerò lampedusano» ci tiene a precisare il Cavaliere. «Sono andato suInternet e ho comprato una casa a Cala Francese, si chiama “Le Due Palme”» corriere.it Chi riesce a credere che Berlusconi sia andato su Internet? Uno che per dire Google dice Gogol? E poi non è curioso sentire un uomo che decide quali programmi metteranno in onda Rai e Mediaset nel prossimo futuro?
Gli abitanti di Lampedusa possono davvero credere un delirio simile? Credono davvero che un uomo statisticamente tendente alla bugia possa dire la verità proprio questa volta, in questo caso particolare?
Ma qualcuno, ancora gli crede?
Vi prego, guardate il video e ditemi se quest’uomo può essere andato su Internet ed essersi comprato una casa, fatelo e ditemi se gli potete ancora credere.
All’inizio fu il contratto con gli italiani, lo ricordate? Berlusconi andò da Vespa dicendo che avrebbe attuato almeno quattro dei cinque punti per il quale si impegnava altrimenti non si sarebbe ricandidato per le prossime elezioni.
Era il maggio 2001, e sappiamo com’è andata.
Più o meno nello stesso periodo promise 1 milione di posti di lavoro, e sappiamo com’è andata, promise che nelle scuole si sarebbe insegnato Internet, inglese e d’impresa, le famose 3 i. Sappiamo com’è andata.
Nel luglio 2009, davanti a una platea di giornalisti, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha promesso che l’Italia avrebbe versato, di lì a un mese, la quota per il 2009 al Global Fund e ad oggi l’Italia è l’unico Paese donatore del Fondo Globale che non ha ancora versato la quota 2009… quindi sappiamo com’è andata.
Pochi mesi fa aveva promesso pace e prosperità in un grande abbraccio con la Libia del colonnello, e sappiamo com’è andata a finire. Sempre da Vespa, il B... disse che una persona con incarichi nella Repubblica Italiana che fosse condannato, la prima cosa era DIMETTERSI !! Quello che Lui dice agli altri ma NON MANTIENE !
Adesso per il buon cavaliere non potevano mancare due parole su Lampedusa e visto che gli isolani sono leggermente stanchi il Silvio nazionale alza il tiro e spara: il Nobel per la Pace per l’isola, una moratoria fiscale, previdenziale e bancaria perché Lampedusa diventi zona franca, un piano per il turismo che comprenderà una trasmissione di Rai e Mediaset che parli dell’isola in termini entusiastici, un campo di golf e un casinò. «Anche io diventerò lampedusano» ci tiene a precisare il Cavaliere. «Sono andato suInternet e ho comprato una casa a Cala Francese, si chiama “Le Due Palme”» Chi riesce a credere che Berlusconi sia andato su Internet? Uno che per dire Google dice Gogol? E poi non è curioso sentire un uomo che decide quali programmi metteranno in onda Rai e Mediaset nel prossimo futuro?
Gli abitanti di Lampedusa possono davvero credere un delirio simile? Credono davvero che un uomo statisticamente tendente alla bugia possa dire la verità proprio questa volta, in questo caso particolare?
Ma qualcuno, ancora gli crede?
Vi prego, guardate il video e ditemi se quest’uomo può essere andato su Internet ed essersi comprato una casa, fatelo e ditemi se gli potete ancora credere.
Sergio Denti -- LUPI (Libera Unione Pensionati Italiani)



