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Bersani è in salita e il “darvinismo” di Maroni | G.Carlo Storti

| Scritto da Redazione
Bersani è in salita e il  “darvinismo” di Maroni | G.Carlo Storti

Bersani è in salita e il  “darvinismo” di Maroni | G.Carlo Storti
Questa campagna elettorale è davvero molto significativa per il futuro del paese. Lo si dice spesso ma credo che la sua importanza la si desume immaginando un possibile scenario.
Maroni Presidente della Lombardia ed il centro sinistra che non ha la maggioranza al Senato ( dando per scontato che alla Camera i sondaggi ci danno vincenti).
Maroni Presidente significherebbe l’introduzione nella politica italiana di uno scenario che potrebbe scardinare l’assetto del paese e la sua unità territoriale. Non mi spaventa discutere di grandi regioni, di federalismo, di decentramento dei poteri. Mi spaventa il fatto che nella proposta di Maroni l’elemento che prevale è il “darvinismo”: ovvero vinca il più forte. Parole come solidarietà, coesione sociale, tutela dei diritti, riconoscimento delle diversità di genere, delle copie di fatto, diritto allo studio ecc. sono tutte annullate dal un numero. Quel 75% di risorse che dovrebbero rimanere in Lombardia che consentirebbero chissà quali regali, dal bollo gratis al costo della benzina dimezzato ecc. Non siamo solo al populismo appunto ma ad una visione di una società disarticolata non più solidale che andrebbe oltre alle devastazioni prodotte dal “reganismo”. Ma tante’  è con questo che ci dobbiamo confrontare.

Monti poi che per raccogliere qualche voto in più al centro sinistra ogni giorno toglie un mattone alla sua politica di rigore. Sarà un bravo professore ma non mi è simpatico !
Perché non pensa di togliere voti al centro destra ed a Berlusconi? Si qualche stoccata gliela rifila ma la ricerca della equidistanza fra noi ed il  centro destra non giova al paese.
Diverso sarebbe uno scenario che veda in campo due forze “ il centro” ed “ il centro sinistra” che marciano divisi per colpire uniti. Non è così.

Ingroia. L’ultima che gli ho sentito dire, a mo’ di minaccia, è  “ci  vediamo in parlamento”. Ha perso il senso dello scontro di “ classe”. Forse è opportuno ricordargli che il pericolo numero uno è Berlusconi.

Grillo. Bè l’ultima trovata , si fa per dire, è quella di sciogliere , annullare, spazzare via, il sindacato. Il sindacato avrà tanti difetti ma almeno un pregio l’ha: ha sempre tentato di difendere il posto di lavoro, il salario e le pensioni di  milioni di lavoratori. O no!

Berlusconi. No non è ancora al tappeto. Gira l’etere a promettere abolizione dell’IMU, riduzione delle tasse e pasticcini ( intesi come dolci) per tutti. Sicuramente una parte dell’elettorato gli crederà.

Ed il buon Bersani si trova così a fronteggiare diversi fronti e nonostante quello che ha già fatto, primarie, pulizia delle liste dagli impresentabili sta ancora scalando la montagna su una salita impervia.
Non spingiamolo, altrimenti viene squalificato, ma passiamoli degli alimenti adatti e delle borracce e soprattutto sui tornanti incoraggiamolo come si fa con i grandi campioni con un applauso ed incitiamolo alla vittoria sicuri che il gruppo non gli farà fare la volata da solo ma ogni tanto gli darà il cambio. Ha già vinto tante tappe, ma gli manca il tappone di montagna per vincere il giro.

Dai Pierluigi il Senato è quasi conquistato. Forza dunque !!

20 gennaio 2012

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