Bersani il Grande | G.C.Storti
Non si può non dire che Bersani sia stato “Grande”. L’assemblea nazionale del PD non si è lacerata fra Bersaniani e Renziani. Anzi ha dimostrato che il segretario del PD ha grande stima e consenso. Si dirà ma li i “ Renziani” non ci sono ( negativo il fatto che Renzi non fosse presente). Forse. Ma resta il fatto che il dibattito ed il voto sono stati caratterizzati, come testimonia Luca Burgazzi nella telefonata riportata in altra parte del sito, sono stati all’altezza della situazione.
«È stato un capolavoro di democrazia. Il Pd si conferma l'unico grande partito in Italia capace di discutere e decidere sul serio». Così Pier Luigi Bersani commenta l'esito dell'assemblea del Pd al termine delle votazioni.
Unica modifica delle regole che vi è stata in effetti è quella che permetterà a Renzi ed altri esponenti del PD di partecipare alle primarie di coalizione. E’ opportuno ricordare che lo statuto del PD non prevedeva questa possibilità indicando il segretario come il candidato del partito alle primarie di coalizione.
La stessa assemblea, all’unanimità, ha dato mandato a Bersani di definire gli accordi di coalizione e le regole per le primarie. E’ questo un fatto altamente positivo che rende lo stesso Bersani più forte nei confronti dei futuri alleati e che ricompatta tutto il partito. I Renziani sono stati sconfitti? Questa espressione non la condivido, sicuramente la loro linea politica tutta incentrata sulla politica che “non si cambiano le regole del gioco in corsa” si dimostra inconsistente. Bersani come segretario del partito ha le deleghe per definire le modalità delle primarie di coalizione, come potrebbe essere diversamente, e Renzi ha dovuto, la sera stessa dell’assemblea dichiarare che “ si fida di Bersani”. Una ritirata strategica? Forse. Ma ora il confronto, pur vero e forse aspro, si aprirà per davvero sui programmi fra i tre candidati principali Bersani,Vendola,Renzi. Ed è questo che conta. Al centro va messa L’Italia.
La scelta di Vendola va apprezzata. Poteva stare alla finestra ma , per dare un senso alla coalizione e misurare il suo peso , ha deciso di scendere in campo con una sua linea politica diciamo “ di sinistra”. Bene il confronto sarà quindi sui contenuti e sono certo che su questo crinale Bersani avrà le migliori carte da giocare dimostrando come sia per davvero la persona capace a guidare il paese dopo Monti.
Dobbiamo avere rammarico per l’assenza di Di Pietro? Non credo proprio. Con la sua linea che “ rompe con tutti” non si va da nessuna parte. E la partita con l’UDC? Vedremo. Mi sembra più facile un’alleanza a livello territoriale ma non escludo, personalmente, la possibilità di un accordo programmatico su alcuni punti centrali. Sicuramente l’UDC è un concorrente e non il nemico da battere. Il nemico da battere, permettetemelo è sempre il centro-destra e le sue sirene che ci sia o meno Berlusconi.
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Primarie. Assemblea Nazionale PD. La telefonata con Luca Burgazzi
https://www.welfarenetwork.it/primarie-assemblea-nazionale-pd-la-telefonata-con-luca-burgazzi-20121006/
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