Lunedì, 27 marzo 2023 - ore 15.28

Brexit: cosa cambia per chi vuole studiare all’estero il prossimo anno scolastico?

Quali sono le possibilità attuali per chi vuole studiare all’estero in questa fase di transizione pre-Brexit.

| Scritto da Redazione
Brexit: cosa cambia per chi vuole studiare all’estero il prossimo anno scolastico?

Si parla in questi giorni di Brexit e del Parlamento inglese, che a breve invocherà l’articolo 50 del trattato sull'Unione Europea per richiedere l’uscita della Gran Bretagna dall’UE. In molti settori e a molti livelli ci si interroga quindi sul futuro dei rapporti politici ed economici con questo Paese.

Nel settore dell’educazione all’estero, che vede ogni anno migliaia di studenti italiani andare in Inghilterra, e a Londra per una vacanza studio estiva, un anno scolastico all’estero o un corso universitario o master, ci si chiede: Si potrà ancora andare in Inghilterra per studiare inglese?

Non si conoscono ancora le decisioni che il Parlamento di Londra vorrà contrattare con la Ue in ambito di immigrazione, visti di lavoro e per studio, ingressi per turismo e così via. Tuttavia, molto probabilmente non ci saranno modifiche alle politiche di ingresso per studio per i due anni successivi al richiamo all’articolo 50, secondo i tempi medi previsti per i trattati internazionali.

Abbiamo chiesto alla referente del portale annoallestero.it Antonella Crisafulli, di parlarci delle possibilità attuali per chi vuole studiare all’estero in questa fase di transizione pre-Brexit.

Potremo sempre mandare i nostri figli in vacanza studio estiva a Londra?

“Si. Possiamo dire che non ci saranno cambiamenti sostanziali. Chi vuole studiare all’estero, partecipando ad una vacanza studio o a un corso di lingua inglese estivo o durante l’anno, da cittadino Eu, non avrà cambiamenti e potrà sempre scegliere tra numerosi corsi generali, di preparazione a certificazioni internazionali o di inglese per lavoro liberamente.”

E per gli studenti delle scuole superiori che vogliono partecipare ad un anno all’estero?

“ Gli studenti che vogliono partecipare ad un anno all’estero in scuola media o superiore, possono ancora iscriversi per il prossimo anno scolastico ad un periodo breve (un trimestre o un semestre), o più lungo (un intero anno o più di un anno scolastico) presso una scuola superiore inglese pubblica o privata, soggiornando in famiglia o college, nel rispetto delle circolari sulla mobilità internazionale italiana. Non si prevedono variazioni su costi di partecipazione, a causa della Brexit, né restrizioni alla partecipazione. E’ possibile che nei prossimi anni sia introdotto un visto studente, ma non sarà nulla di complesso. Numerosi Paesi esteri chiedono l’emissione di un visto studente agli italiani, come il Canada o gli Stati Uniti, ma prenotando con un ragionevole anticipo è un passaggio burocratico perfettamente affrontabile. Offriamo consulenza a famiglie e studenti in tal senso da anni per altri Paesi e non ci sono mai stati problemi né studenti a cui non sia stato rilasciato il visto“

I ragazzi che lo desiderano, possono ancora diplomarsi in Inghilterra?

“Ci si può e ci si potrà in ogni caso diplomare in Inghilterra e tornare in Italia all’università, come sempre, sia adesso, che dopo la Brexit. Questo perché rimane in piedi la circolare ministeriale italiana sul riconoscimento dei titoli esteri, efficace indipendentemente dall’appartenenza alla Ue del Paese che ha emesso il titolo. Si pensi infatti agli Stati Uniti: moltissimi studenti italiani scelgono di completare la high school negli Usa, e se si diplomano nel rispetto delle richieste del Miur, possono iscriversi all’università italiana con il diploma americano. Tuttavia, potrebbero esserci modifiche per gli studenti invece che vogliono laurearsi in Inghilterra.”

In che senso? Gli studenti italiani non potranno più fare un master o laurearsi in Inghilterra?

“Certo che potranno. Tuttavia, solo una volta completata la procedura di Brexit tra qualche anno, sapremo se ci saranno cambiamenti economici per chi vuole frequentare l’università in Inghilterra.

Al momento infatti, per tutti gli studenti che inizieranno un corso di laurea o master a settembre 2017 (e fino al completamento degli studi), il Regno Unito applica rette ridotte agli studenti Eu, rispetto agli studenti non Eu. Non sappiamo se ciò rimarrà invariato anche dopo i nuovi trattati internazionali, non prima di settembre 2019 probabilmente. Le rette per studenti Eu potrebbero aumentare.

Siamo tuttavia ottimisti: gli studenti Europei sono moltissimi negli atenei inglesi, e incrementare le rette in modo considerevole causerebbe un esodo generale verso altri Paesi come Olanda, Irlanda, Germania, causando un danno economico enorme al Regno Unito.

Un altro cambiamento possibile riguarda i Loans, ovvero i prestiti Europei che gli studenti EU possono attualmente chiedere a tassi molto agevolati per studiare presso le università inglesi. Il governo ha già confermato che essi sono garantiti fino a completamento degli studi per chi inizierà un corso a settembre 2017 o lo ha iniziato negli anni precedenti. Anno per anno si attendono aggiornamenti per gli studenti neo-immatricolati con inizio nel 2018 o nel 2019 e così via.”

Possiamo quindi tranquillizzare i nostri lettori al momento sulle conseguenze della Brexit per chi vuole studiare all’estero?

Si, assolutamente. Chi ha prenotato una vacanza studio a Londra, chi si è iscritto ad una scuola superiore o università inglese per il prossimo anno scolastico, non deve temere nulla, anche per gli anni successivi. Non verranno cancellate iscrizioni, non ci saranno divieti di ingresso agli studenti europei e si potrà continuare a studiare in Uk anche nei prossimi anni.

Nel lungo termine, e sempre con molti mesi di preavviso, è possibile vengano introdotti visti di ingresso per studio, ma è nell’interesse del Regno Unito mantenere questo canale di scambio aperto.

Gli studenti internazionali rinnovano la cultura di un Paese e, per quanto sia cinico dirlo, incrementano le entrate economiche del Paese che li accoglie. Chiudere loro le porte è impensabile e controproducente ad ogni livello.  

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