Giovedì, 14 novembre 2019 - ore 02.00

Cave Nord.Il progetto è arcaico. di M.Maggiore

| Scritto da Redazione
Cave Nord.Il progetto è arcaico. di M.Maggiore

“Sul fronte discarica di amianto, Cave Nord torna all’attacco con una nota
tecnica dello scorso novembre in cui presenta un aggiornamento della
documentazione evidenziando opportune  revisioni  progettuali, non si sono
ancora arrestati davanti allo scopo di sfruttare il suolo di Cappella
Cantone per interrare l’amianto.

Ripercorrendo le ultime tappe vediamo che in data 29.10.2010 il Dipartimento
ARPA di Cremona ha trasmesso a Regione Lombardia la relazione redatta in
merito al monitoraggio della falda, preceduta dalle prime due misurazioni
piezometriche, affermando che il franco di 2 metri dalla soggiacenza della
falda non è stato rispettato nella parte nord e per questo Cave Nord ha
ottenuto il diniego dell’istanza in oggetto, in data 17.11.2010, salvo
osservazioni migliorati veda presentare entro dieci giorni. Cave Nord ha
deciso quindi di rimodellare morfologicamente l’intero progetto.

A questo punto ci si interroga nuovamente sulla bontà dell’intero progetto e
se sia o meno la soluzione ideale, o meno, per la nostra provincia posare
una discarica di amianto sul nostro territorio. Nel progetto che
personalmente, in qualità di Consigliere Comunale di minoranza di Cappella
Cantone, ho preso in visione noto che si è evidenziato che un aumento delle
precipitazioni può mettere in crisi il sistema della discarica, normalmente
il picco di piovosità è sempre stato registrato nei mesi estivi, ma nel 2011
anche in ottobre e novembre i problemi sono stati rilevanti, tanto da
allagare il sito della discarica in questione. Questo è stato definito come
evento “eccezionale” non previsto.

A tal proposito sono state prese delle misure cautelari, ma se non dovessero
bastare? Se un’altra ondata “eccezionale” non prevista di mal tempo facesse
permeare nel terreno delle particelle di amianto che entrano in circolo nel
nostro eco sistema? Cosa facciamo? A chi ci rivolgiamo dopo? A quel punto
ogni intervento sarebbe pressoché inutile perché il fenomeno non sarebbe più
controllabile.

Non mi sembra prudente affidarci nelle mani di un progetto di smaltimento
rifiuti arcaico come quello di una discarica, quando si deciderà la nostra
provincia, la nostra regione e l’intero nostro paese ad investire nella
ricerca per studiare come ottimizzare i progetti di smaltimento alternativi
esistenti per dare un’alternativa concreta per un corretto smaltimento di
questa sostanza cancerogena e per rispettare l’ambiente in cui viviamo?”

Monica Maggiore
Consigliere Comunale di minoranza di Cappella Cantone
Coordinatore API per la città di Crema

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