CGIL NAZIONALE FORUM GIUSTA TRANSIZIONE|Mario Agostinelli
INTERVENTO DI MARIO AGOSTINELLI, Associazione Laudato Sì
Ringrazio per l’invito, con un particolare apprezzamento per la relazione, gli interventi programmati, puntuali e chiarificatori di una ispirazione condivisibile, nonché per il quadro generale che si è delineato senza incertezze. Molte delle mie eventuali riflessioni sono già state prese in considerazione e ciò mi esime dal riprenderle per concentrarmi su pochi punti che ritengo peculiari per l’interesse di un sindacato autonomo e ispirato a criteri di giustizia sociale. Criteri associati - nel tempo attuale e come prefigura l’andamento dell’odierna discussione - ai principi dell’ecologia integrale.
Innanzitutto, l’insistenza su nettezza e urgenza di una transizione energetica giusta va recuperata all’interno della CGIL come bussola identitaria dell’intera politica di riconversione che il mondo del lavoro si trova ad affrontare. La forma nuova di un negazionismo che si invera in un rapporto perverso tra grandi poteri e strati popolari della società, tocca anche un Paese come l’Italia in cui il dibattito pubblico è distratto da un presentismo accanito, per cui la notizia dell’oggi è spostata da quella del domani in un continuo rimando delle emergenze incombenti. Guerra - con sullo sfondo la minaccia nucleare - clima e ingiustizia si intrecciano e mettono in discussione per la prima volta nella storia le possibilità della sopravvivenza umana. Scoprire e mantenere una identità marcata proiettata oltre la contingenza e che distingua il sindacato anche quando la crisi tocca il posto di lavoro non è né agevole né facile. Eppure, il coinvolgimento e l’attenzione per le sorti della biosfera dovrebbe attirare gli interessi dei lavoratori in una lunga e duratura proiezione nel tempo, ben oltre le esasperate attenzioni correnti verso una geopolitica che presiede a giochi di potere da cui sono esclusi i governati nel mondo globalizzato.
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6 FEBBRAIO ‘25
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