Domenica, 17 novembre 2019 - ore 20.52

COMMISSIONE SEGRE CONTRO L'ODIO; AMNESTY : ‘CONTRO LA BARBARIE, NO AL SILENZIO’

Il Senato ha approvato la mozione di maggioranza a prima firma Liliana Segre che istituisce la commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. I favorevoli sono stati 151, nessun voto contrario e 98 astenuti.

| Scritto da Redazione
COMMISSIONE SEGRE CONTRO L'ODIO; AMNESTY : ‘CONTRO LA BARBARIE, NO AL SILENZIO’

COMMISSIONE SEGRE CONTRO L'ODIO; AMNESTY  IL PRESIDENTE EMANUELE RUSSO: ‘CONTRO LA BARBARIE, NO AL SILENZIO’

Con riferimento all'approvazione al Senato della mozione Segre, il presidente di Amnesty International Italia, Emanuele Russo, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

"Il Senato ha approvato la mozione di maggioranza a prima firma Liliana Segre che istituisce la commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. I favorevoli sono stati 151, nessun voto contrario e 98 astenuti. Un atto che dovremmo considerare dovuto, per un paese democratico e con una Costituzione come quella italiana. Eppure, negli interventi ascoltati oggi in aula e soprattutto nell'enormità di coloro che si sono astenuti, non possiamo non pensare ai corsi e ricorsi storici, ad una storia che si ripete. Un passato che parla di esclusione e discriminazione, contro il quale dobbiamo opporre ferma e unita resistenza, usando un tema come il discorso d'odio, che avvelena il nostro dibattito politico, minaccia la crescita serena dei giovani, umilia le donne, i migranti, le persone LGBT e chi professa una fede diversa da quella cattolica per perseguire obiettivi di ricerca di consenso politico. Il nostro paese è quello dove la proponente della mozione approvata oggi, Senatrice a vita della Repubblica, riceve oltre duecento messaggi d'odio al giorno. L'Italia è il luogo in cui, alle ultime elezioni europee, l'11,5% degli oltre 100.000 post, tweet e commenti monitorati dai nostri attivisti conteneva hate speech. In queste stesse elezioni, chi ha vinto ha speso quasi 130.000 € per la diffusione di 58 post in cui la quasi totalità degli interventi erano offensivi o discriminatori nei confronti di rifugiati, religioni diverse e avversari politici. Tutto è stato documentato nel nostro Barometro dell'odio. Di fronte a questo imbarbarimento delle nostre relazioni, a questa violenza verbale che peggiora l'esistenza di tutti, non possiamo né restare silenti, né tantomeno astenerci."

Roma, 31 ottobre 2019

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