Il Sindacato Intercategoriale Cobas, in attesa che la Direzione Territoriale del Lavoro effettui le attività ispettive dando corso agli accertamenti del caso, prende atto che l?elementare richiesta della nostra O.S., tesa al raffreddamento del contenzioso in essere presso il Deposito Centrale Ikea, è volutamente scartata da vari interlocutori diretti ed indiretti.
Tale richiesta consiste nel rientro al lavoro di tutti i soci-lavoratori, sia quelli lasciati a casa per settimane senza nessuna giustificazione dalle cooperative aderenti al CGS, sia quelli ai quali è stato contestato un addebito disciplinare con sospensione dal lavoro. Questa, a nostro avviso,rappresenta la condizione che può permettere a tutti i soggetti coinvolti di affrontare intorno ad un tavolo le varie problematiche in modo serio e costruttivo.
Le dichiarazione delle parti, qualunque esse siano, sono dichiarazioni che manifestano un soggettivo punto di vista e soltanto attraverso un confronto serio è possibile giungere ad una eventuale sintesi.
Partire dalla sintesi di una delle parti per poi avviare un confronto, significa annullarlo in partenza.
Il SI-Cobas ha formulato la sua piattaforma sindacale per il Deposito Centrale Ikea. Se pretendessimo la sua preliminare accettazione per avviare un confronto sarebbe una posizione tesa a mettere con le spalle al muro la controparte azzerando la possibilità di un confronto.
Visto che così non è, non possiamo accettare che qualcuno intenda fare questa operazione nei nostri confronti.
Per il nostro sindacato ed i lavoratori che vi si riconoscono è impossibile sentirsi confortati ?dalle dichiarazioni del Consorzio CGS circa la fedele applicazione delle previsioni contrattuali? in virtù del fatto che contestiamo proprio l?applicazione delle previsioni contrattuali da parte di CGS.
Cosi come non riteniamo che ?il recente accordo tra le cooperative del Consorzio e le organizzazioni sindacali ? specie nella parte in cui l?accordo prevede l?istituzione di una commissione paritetica che verifichi puntualmente la distribuzione del lavoro tra i soci-lavoratori delle cooperative ? sia un importante strumento di controllo ma anche di promozione dei valori cooperativi e di solidarietà.?.
La fiducia che l?amministrazione comunale di Piacenza ha verso CGS e le commissioni ?paritetiche? è la stessa che IKEA ha espresso nel suo comunicato in cui confida ?sulla efficacia della commissione paritetica già istituita tra le cooperative ed i sindacati confederali affinché venga garantito, anche per il futuro, che i lavoratori non subiscano disparità di trattamenti?.
Dal nostro punto di vista ne rileviamo, invece, l?iniquità e la sostanza antisindacale verso la nostra O.S. che si sta battendo apertamente per l?equità di trattamento per tutti i soci-lavoratori presso l?appalto Ikea. Questo in ragione del fatto che non è minimamente contemplato dagli ideatori di cotanta democratica idea il coinvolgimento del SI-Cobas visto che, per ogni singola commissione di ogni singola cooperativa, CSG e sindacati confederali hanno deciso che sia ?composta da numero massimo di 6 (sei) componenti indicati dalle parti, di cui metà a nomina coop e uno per ogni OO.SS. Confederale?. Una soluzione ?fai da te? che dovrebbe garantire la ?parità di trattamento? tra i lavoratori partendo da una disparità di trattamento tra le rappresentanze sindacali.
Risulta per noi oggettivamente faziosa la posizione dell?Amministrazione Comunale, anche quando chiede ad ?IKEA ed al Consorzio di cooperative CGS di mettere in atto tutte le ulteriori possibili forme di comunicazione interna, affinché possa essere data celere ed efficace risposta alle osservazioni dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali circa l?organizzazione del lavoro aziendale.? Come possono ulteriori forme di comunicazioni interne di IKEA e CGS favorire una ?celere ed efficace risposta alle osservazioni dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali circa l?organizzazione del lavoro aziendale? quando si vuole, per partito preso, esautorare proprio quella rappresentanza che è espressione delle osservazioni dei lavoratori rimaste inascoltate e per le quali si sta lottando aspramente da settimane?
Se l?Amministrazione Comunale prende atto che la ?tregua sindacale? di questi giorni ha permesso la ?ripresa della regolare attività dell?impianto? bisogna che non si produca nessuna discriminazione sindacale a danno di sigle, delegati e lavoratori in quanto controproducente ed ostativa all?obiettivo che tutti dicono di perseguire: normalità delle relazioni sindacali e ripresa della regolare attività lavorativa.
Se la committenza e le cooperative sono ostili a far rientrare presso lo stabilimento IKEA il personale attualmente sospeso, si stanno assumendo la paternità di una discriminazione che non può essere minimante stemperata da una supposta incompatibilità con il ?clima aziendale?.
Relativamente alla cassa integrazione, inizialmente prevista per 334, poi per 104 ed infine per una trentina di lavoratori, ci preme rilevare la necessità di trasparenza circa una sua eventuale applicazione.
Non potrebbe essere in alcun modo accettata dalla nostra O.S. una lista di rotazione governata non da un criterio oggettivo ma da uno arbitrario. Non potremmo accettare, cioè, che i soci-lavoratori che stanno protestando e portando avanti il contenzioso sindacale con il Consorzio, venissero forzatamente messi in ferie al fine di fargliele consumare per dirottarli verso la cassa integrazione. Se e quando tale strumento sarà utilizzato, in relazione a cali di volume accertabili, la rotazione dovrà tener conto della situazione relativa al monte ferie attualmente disponibile per ogni singolo socio-lavoratore in forza presso il Deposito Ikea, della sua situazione familiare e del fatto che per molto tempo la gestione che riteniamo arbitraria degli straordinari ha penalizzato consistentemente un elevato numero di lavoratori che hanno percepito magrissime buste paga per numerosi mesi a fronte di una riduzione del loro orario di lavoro, creando, in tal modo, un divario salariale tra i lavoratori stessi.
Fermo restando che la cassa integrazione è applicabile in un contesto lavorativo dove straordinari non se ne fanno, ci risulta assai improbabile che, con il ripristino dei volumi, ci sia l?oggettiva necessità di erogarla. Nei normali volumi si facevano straordinari e si decurtava l?orario di lavoro. Nei normali volumi si dovrebbe ripartire più equamente possibile il lavoro tra tutti i soci senza creare disparità di trattamento.
Il SI-Cobas sta lottando per questo. Una battaglia nella quale abbiamo visto l?assenza di CGIL-CISL-UIL, ora entrati ?autorevolmente? in scena e che dorrebbero farsi garanti contro una disparità di trattamento tra i lavoratori che non hanno mai denunciato.
Ikea ha facoltà di tarare il termostato per favorire un ?clima aziendale? teso ad una rapida soluzione accettabile dalle controparti e questa non può essere rimandata oltre. Parlare del dopo festività significa non fare i conti con una realtà dove le tensioni accumulate sono molteplici.
L?esclusione dei lavoratori sospesi da parte di Ikea e CGS dalle turnazioni lavorative presso il Deposito sarebbe una soluzione che non genererebbe dialogo ma ulteriore conflitto.
Nel raccogliere l?invito dell?Amministrazione Comunale di ?promuovere qualsiasi sforzo affinché il confronto sia mantenuto nel perimetro dei normali rapporti sindacali? auspichiamo che scelte responsabili ed intelligenti vengano fatte verso l?apertura di un serio dialogo scevro da ricatti e ritorsioni
Piacenza, 16/11/2012
Distinti Saluti
Edoardo Pietrantoni
Coordinamento provinciale SI-Cobas



