Consiglio regionale straordinario sulla sanità, M5s: «Basta con l’odioso ricatto: se paghi ti curi, altrimenti aspetti. L’attesa non è la cura»
Nicola Di Marco (Capogruppo M5s Lombardia): «In Lombardia oltre 7 miliardi di euro vengono investiti dai cittadini, per pagarsi privatamente le cure che Regione Lombardia non è in grado di garantire loro nei tempi previsti. È evidente che non vengono fatti gli investimenti necessari, né rispetto alla presa in carico, né rispetto alla prevenzione, né tantomeno per garantire a medici e infermieri stipendi adeguati.
Occorre mettere fine all’odioso ricatto: se paghi ti curi, altrimenti aspetti. Per il Movimento Cinque Stelle l’attesa non è la cura.
Abbiamo chiesto un’inversione di tendenza, rispetto a trent’anni di scelte politiche che hanno massacrato il servizio pubblico regionale e favorito il proliferare dell’offerta privata. Oggi chiudiamo gli ospedali, ma ogni chilometro abbiamo il cartellone pubblicitario di un’azienda che offre prestazioni sanitarie a pagamento. I problemi sono sotto gli occhi di tutti e la soluzione non può essere privatizzare ulteriormente il sistema, come vuole fare il centrodestra attraverso l’istituzione della super intramoenia, vendendo cioè pacchetti di prestazioni a pagamento per i clienti di fondi e assicurazioni, che potranno curarsi saltando la fila all’interno di strutture pubbliche, una delibera oscena della quale torniamo a chiedere il ritiro.
Serve un cambio di passo a cominciare dai medici di base. Oggi nella sola provincia di Milano decine di migliaia di cittadini sono privi dell’assistenza sanitaria di base. Le Case della comunità sono ancora scatole vuote prive dei servizi promessi. Le liste d’attesa, per le quali attendiamo da tre legislature l’entrata in vigore del centro unico di prenotazione, sono ancora infinite. Occorre poi mettere fine alla pratica dei medici gettonisti, altro annuncio dell’Assessore Bertolaso che non ha avuto riscontro nella realtà. Bisogna infine slegare le nomine dei manager sanitari, dai criteri di appartenenza politica» spiega Di Marco.
Paola Pizzighini (Consigliera regionale M5s): «La preoccupazione è grande. Le scelte politiche del centrodestra ignorano cosa significhi scontrarsi con i problemi legati alla salute: dalla fatica quotidiana di un caregiver, a cosa significhi dover aspettare un anno per un esame clinico.
Noi crediamo che il rafforzamento del servizio sociosanitario regionale passi anche dal riconoscimento del valore della cura quotidiana, spesso invisibile, garantita dai caregiver familiari, e dalla costruzione di un sistema che non lasci sole le persone più fragili. La qualità di un sistema sanitario si misura infatti non solo nella capacità di curare la malattia, ma nella capacità di accompagnare la fragilità, sostenere le famiglie e garantire dignità lungo tutto il percorso di vita» conclude Pizzighini, a margine della seduta straordinaria del Consiglio regionale, convocata su impulso delle forze politiche d'opposizione, per trattare il tema della sanità in Lombardia.
Milano, 10 febbraio 2026



