(PD) Montagna, Niccolai: Meloni non firmi il Dpcm che taglia Comuni, il centrodestra voti la proposta Pd
“Da due settimane centinaia di sindaci e amministratori dei Comuni esclusi dall’elenco dei Comuni montani attendono una risposta dal governo. Sono stati costretti ad arrivare fin sotto Montecitorio, dopo ore di viaggio da tutta Italia, perché le loro lettere e i loro appelli erano rimasti inascoltati. Ora non bastano più parole: servono atti concreti. Il Dpcm che renderebbe efficace questo taglio non deve essere firmato dalla presidente Meloni. In queste settimane gli Uffici scolastici territoriali stanno definendo organici e classi: quei Comuni devono sapere subito se potranno continuare ad applicare i criteri di favore previsti per la montagna, con classi anche da 10 alunni, o se saranno esposti al rischio di accorpamenti con soglie minime più alte. Ma il problema non riguarda solo la scuola: sono in gioco anche agevolazioni per le imprese agricole nelle zone svantaggiate e molte altre misure di sostegno indispensabili per territori già fragili. Firmare quel Dpcm significherebbe dare un colpo durissimo a oltre 700 Comuni. Per questo la proposta di legge Sarracino-Schlein, presentata la scorsa settimana, è una risposta concreta: consente di fermare questo percorso sbagliato e di ripartire da capo, con criteri chiari e con un reale coinvolgimento dei territori, oltre ad un importante aumento delle risorse del Fondo per la Montagna su cui il centrodestra non ha messo un euro in più rispetto al precedente Governo. Se il centrodestra tiene davvero a questi Comuni, la voti. Il ministro Calderoli ha prodotto una levata di scudi trasversale, da amministratori di ogni orientamento politico. Adesso la maggioranza si svegli e si assuma le proprie responsabilità: questi territori chiedono risposte subito, non domani”. Così Marco Niccolai, Responsabile Pd Dipartimento aree interne.
“Da due settimane centinaia di sindaci e amministratori dei Comuni esclusi dall’elenco dei Comuni montani attendono una risposta dal governo. Sono stati costretti ad arrivare fin sotto Montecitorio, dopo ore di viaggio da tutta Italia, perché le loro lettere e i loro appelli erano rimasti inascoltati. Ora non bastano più parole: servono atti concreti. Il Dpcm che renderebbe efficace questo taglio non deve essere firmato dalla presidente Meloni. In queste settimane gli Uffici scolastici territoriali stanno definendo organici e classi: quei Comuni devono sapere subito se potranno continuare ad applicare i criteri di favore previsti per la montagna, con classi anche da 10 alunni, o se saranno esposti al rischio di accorpamenti con soglie minime più alte. Ma il problema non riguarda solo la scuola: sono in gioco anche agevolazioni per le imprese agricole nelle zone svantaggiate e molte altre misure di sostegno indispensabili per territori già fragili. Firmare quel Dpcm significherebbe dare un colpo durissimo a oltre 700 Comuni. Per questo la proposta di legge Sarracino-Schlein, presentata la scorsa settimana, è una risposta concreta: consente di fermare questo percorso sbagliato e di ripartire da capo, con criteri chiari e con un reale coinvolgimento dei territori, oltre ad un importante aumento delle risorse del Fondo per la Montagna su cui il centrodestra non ha messo un euro in più rispetto al precedente Governo. Se il centrodestra tiene davvero a questi Comuni, la voti. Il ministro Calderoli ha prodotto una levata di scudi trasversale, da amministratori di ogni orientamento politico. Adesso la maggioranza si svegli e si assuma le proprie responsabilità: questi territori chiedono risposte subito, non domani”. Così Marco Niccolai, Responsabile Pd Dipartimento aree interne.



