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(CR) La cooperativa sociale “Antares” sperimenta con successo un modello di impresa

L'ITALIA CHE LAVORA E INCLUDE: IL CONSORZIO CGM RACCONTA L’ESPERIENZA TUTTA ITALIANA DELLE COOPERATIVE DI TIPO B

| Scritto da Redazione
(CR) La cooperativa sociale “Antares” sperimenta con successo un modello di impresa
L'ITALIA CHE LAVORA E INCLUDE: IL CONSORZIO CGM RACCONTA L’ESPERIENZA TUTTA ITALIANA DELLE COOPERATIVE DI TIPO B, IMPRESE CHE ESISTONO PROPRIO PER INCLUDERE
Cremona la cooperativa sociale “Antares” sperimenta con successo un modello di impresa motore di autonomia, partecipazione sociale e creazione di valore per il tessuto economico locale, anche grazie alla collaborazione con la realtà di Gennaro Auricchio.
 
Cremona, 24 giugno 2026 - Ogni giorno, lontano dai convegni e dalle dichiarazioni di rito, nei territori reali di questo Paese, centinaia di cooperative sociali di tipo B portano avanti una missione semplice e rivoluzionaria: assumere persone che il mercato del lavoro tradizionale tende a scartare. Con un contratto vero, uno stipendio vero, una responsabilità produttiva vera. Ma se tutta la cooperazione di tipo B si fermasse?
Questo interrogativo è il punto di partenza dell’appello lanciato da CGM, Consorzio Nazionale della Cooperazione Sociale G. Mattarelli, per porre l’attenzione sull’instancabile ma spesso invisibile contributo delle numerose cooperative di tipo B che non si limitano ad aggiungere l’inclusione come una delle altre voci di bilancio, ma raggiungono il riscatto in forma di infrastruttura sociale inscindibile dalla legge 381/1991.
A dimostrarlo è anche la loro struttura che permette un facile adattamento alle comunità in cui sono inserite e la gestione del difficile equilibrio tra processo produttivo e inclusivo di centinaia di imprese che riscattano con caparbietà il diritto al lavoro per migliaia di disabili, raggiungendo ogni giorno nel nostro paese performance inclusive che nessun’altra forma di impresa riesce a raggiungere.
In queste imprese – pilastri attivi lungo l’intera filiera hard dell’economia italiana - il lavoro non è un progetto collaterale né un’adesione astratta, ma una scelta costitutiva composta da rischi, costi, investimenti continui: formazione mirata, adattamento dei processi, percorsi di tutoraggio, gestione delle fragilità e tenuta economica. Una straordinaria realtà imprenditoriale tanto invisibile agli occhi dei più quanto più necessaria nelle vite di migliaia di lavoratori, i quali sarebbero altrimenti relegati ai margini.
Nell’attuale panorama sociale, economico e politico, da nord a sud sono 159 le imprese sociali della rete nazionale di CGM ad occuparsi dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Continuando a garantire sempre nuove possibilità di futuro, restituendo dignità e autonomia e rendendo il Paese più resiliente, queste imprese sociali costituiscono circa il 40% delle 420 cooperative della rete nazionale di CGM, di cui 96 dedicate esclusivamente al tema dell’inserimento lavorativo e le restanti 63 di tipo misto, dunque una eterogeneità imprenditoriale che persegue il lavoro come elemento di riscatto.
Le cooperative sociali di tipo B rappresentano l’espressione più antica e concreta della cooperazione italiana, nata per mettere al centro la persona come motore dell’infrastruttura economica del Paese, creare opportunità di lavoro per chi rischia di restare ai margini e generare valore reale per il territorio. Come rete CGM, sostenere le imprese lungo tutto lo Stivale significa garantire autonomia, dignità e futuro a migliaia di persone, stimolando il virtuoso connubio tra inclusione e produzione, solidarietà e competitività. La vera sfida che oggi ci troviamo a dover affrontare, tanto come rete nazionale quanto a livello dei singoli operatori coinvolti, consiste nel dare maggiore visibilità e riconoscimento al nostro modello e all’impegno professionale, silenzioso ma fondamentale, delle imprese sociali aderenti a CGM al fianco delle comunità”, spiega Giusi Biaggi, Presidente del Consorzio.
"Le cooperative di tipo B competono sul mercato, innovano, producono valore anche in contesti difficili. Non stiamo raccontando una realtà marginale: è un'infrastruttura nazionale di impresa sociale costruita con fatica e competenze. Un modello che dimostra che l'inclusione, quando è impresa vera, genera lavoro e cittadinanza. Perché un'inclusione senza impresa strutturata non produce sviluppo, bensì solo adempimenti. E quando l'inclusione diventa adempimento, a perdere sono sempre le persone con disabilità. Mentre il Decreto Sicurezza indebolisce le cooperative di tipo B con l'articolo 14-bis e il nuovo Codice Appalti rischia di ridurre gli spazi per l'inclusione lavorativa qualificata, CGM è dalla parte delle imprese cooperative e dimostra che esiste un'alternativa concreta: costruire le condizioni perché le opportunità si creino, non aspettare che arrivino", aggiunge Andrea Ripamonti, consigliere CGM.
Per dar voce alle testimonianze e alle esperienze delle cooperative socie, il Consorzio CGM ha condotto una ricerca di una serie di esperienze che percorrono il nostro paese, coinvolgendo imprese e comunità. Tra queste, le cooperative sociali “Antares”, “Nazareth”, “SPERANZASINERGIE”, “Scacco matto” e “Cascina Biblioteca” in Lombardia, “Servizio e Territorio - SET” e “Pegaso” in Toscana, “Sentiero di Arianna” in Liguria e “B Coop Net” in Veneto.
 
La storia della cooperativa lombarda “Antares”
Cosa significa creare opportunità concrete attraverso il lavoro? Nel territorio cremonese, la cooperativa sociale Antares risponde a questa domanda da ventisette anni, trasformando l’attività produttiva in uno strumento di inclusione e crescita personale. Nata con l’obiettivo di offrire opportunità lavorative a persone che vivono situazioni di fragilità, Antares rappresenta oggi una realtà capace di coniugare efficienza imprenditoriale e attenzione alla persona, dimostrando che il lavoro può diventare un potente motore di autonomia e partecipazione sociale.
Attualmente vi lavorano 19 persone, di cui 16 coinvolte in percorsi di inserimento lavorativo e inclusione sociale che mettono al centro le capacità individuali e il valore delle relazioni. Le attività si sviluppano tra la sede operativa di via Foppone e la collaborazione con Gennaro Auricchio Spa, dove una squadra della cooperativa gestisce stabilmente una linea di confezionamento attiva dal 2018.
Antares nasce dalla convinzione che il lavoro non debba essere una forma di assistenza, ma un’occasione concreta per sviluppare competenze, responsabilità e indipendenza. Attraverso attività tipografiche, servizi di stampa per il Comune di Cremona e collaborazioni con imprese del territorio, la cooperativa dà forma a contesti professionali nei quali ogni persona può esprimere il proprio potenziale. Ogni mansione viene infatti organizzata per valorizzare le capacità individuali, rispettare i tempi di apprendimento e accompagnare gradualmente verso una maggiore autonomia.
Un modello che genera continuità produttiva, occupazione stabile e valore per il tessuto economico locale e che permette di trasformare bisogni complessi in percorsi lavorativi concreti, offrendo alle persone non soltanto un’occupazione, ma un’esperienza capace di rafforzare autostima nelle proprie possibilità, autonomia e appartenenza e costruire nuove possibilità di vita.
Ma è soprattutto sul piano sociale che emerge il significato più autentico del lavoro svolto da Antares; le persone inserite nei percorsi della cooperativa, infatti, trovano un contesto in cui essere riconosciute, valorizzate e coinvolte attivamente e in cui il lavoro rappresenta uno strumento di crescita personale, un’occasione per acquisire competenze, costruire relazioni e rafforzare la propria autonomia. Un impatto che si estende anche alle famiglie e alla comunità, contribuendo a ridurre situazioni di dipendenza e marginalità e promuovendo una cultura dell’inclusione fondata sulla partecipazione concreta.
Oltre a qualsiasi dato, il valore di questo percorso si ritrova, ad esempio, nella storia di Azzurra che, dopo esperienze lavorative brevi e discontinue, nell’ottobre 2025 entra in Antares grazie a un’opportunità frutto della collaborazione con l’impresa Gennaro Auricchio Spa. Inserita inizialmente in una posizione temporanea nel controllo qualità, dimostra in pochi mesi precisione, impegno e capacità di apprendimento, competenze e qualità del lavoro che portano l’azienda a richiederne l’assunzione a tempo pieno. Un risultato che rappresenta certamente una crescita professionale, ma soprattutto la conquista di una nuova stabilità personale e di una prospettiva concreta per il futuro.
La storia di Azzurra, come quella di tante persone che entrano in Antares, ci ricorda che la fragilità non è una mancanza ma una forma diversa di forza. Chi vive ogni giorno con limiti e ostacoli sviluppa competenze emotive profonde: sensibilità, tolleranza, resilienza vera, autenticità. Sono qualità che migliorano i contesti di lavoro e arricchiscono l’impresa e la comunità.  Quando la vulnerabilità è accompagnata e sostenuta, diventa un modo diverso – e prezioso – di stare nel mondo.   E questa consapevolezza cambia il modo di stare nel mondo” - queste le parole di Tommaso Conversano, Presidente della Cooperativa.
 
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