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Crema Conferenza: Storici dell'arte in Palazzo Vescovile: Jacopo Bellini. La Madonna Tadini.

Data: sabato 9 marzo 2019, ore 16,30 Luogo: Sala Rossa, Palazzo Vescovile, piazza Duomo, 27 - 26013 Crema

| Scritto da Redazione
Crema Conferenza: Storici dell'arte in Palazzo Vescovile: Jacopo Bellini. La Madonna Tadini.

Crema Conferenza: Storici dell'arte in Palazzo Vescovile: Jacopo Bellini. La Madonna Tadini.

Data: sabato 9 marzo 2019, ore 16,30 Luogo: Sala Rossa, Palazzo Vescovile, piazza Duomo, 27 - 26013 Crema

Studi e ricerche intorno a un restauro, a cura di M. Albertario, A. Mazzotta, Scalpendi Editore, Milano 2018. Relatore: Marco Albertario (Direttore della Galleria dell'Accademia di Belle Arti Tadini di Lovere)

Sabato 9 marzo 2019 alle ore 16,30 nella Sala Rossa del Palazzo Vescovile (piazza Duomo, 27 - 26013 Crema) si terrà il quinto incontro della sessione invernale della rassegna Storici dell'arte inPalazzo Vescovile organizzata dalla Libreria Cremasca in collaborazione con la Diocesi diCrema.

Questa volta l’ospite sarà Marco Albertario, direttore della Galleria dell'Accademia di Belle Arti Tadini di Lovere che presenterà il volume Jacopo Bellini. La Madonna Tadini. Studi e ricerche intorno a un restauro (Scalpendi Editore, Milano 2018) da lui curato insieme ad Antonio Mazzotta.

La raccolta di saggi è incentrata su un dipinto di Jacopo Bellini (Venezia, 1400 circa – 1470/71) raffigurante la Madonna col Bambino conservato nella galleria dell'Accademia di Belle Arti Tadini di Lovere. La collezione fu creata dal nobile cremasco Luigi Tadini (Verona, 1745 - Lovere, 1829) e avrebbe dovuto costituire il primo nucleo del Museo Civico di Crema. Per dissidi con l'amministrazione comunale, il conte decise di lasciare la città e trasferirsi a Lovere dove nel 1828 fondò l'Accademia che ospitava il museo e scuole di musica e disegno.

Il dipinto di Jacopo Bellini, databile al 1450 circa, sembra potersi identificare con l'opera attestata nel monastero femminile di Santa Maria degli Angeli a Murano nel 1808. A seguito dellasoppressione del monastero, i beni mobili furono venduti e probabilmente nel 1812 l'opera fucomprata da Tadini e portata nella sua collezione a Crema dove rimase fino al 1826 circa, quando futrasferita a Lovere.

Il dipinto, originariamente su tavola, ha subito numerosi restauri tra Otto e Novecento, tra cui quello di Luigi Cavenaghi che nel 1901 lo trasportò su tela. L'ultimo restauro si deve a Roberta Grazioli ed è quello che ha dato origine agli studi sull'opera poi pubblicati negli otto saggi di questo volume.

Dopo essere stato esposto alla mostra Restituzioni alla Venaria (TO) promossa da Intesa San Paolo, il dipinto dal 10 ottobre 2018 al 13 gennaio 2019 è stato presentato nei Musei del Castello Sforzesco di Milano in una mostra curata da Marco Albertario e Francesca Tasso.

Completano il libro le ricerche di Marsel Grosso, finanziate dal Circolo Amici del Tadini, relative ai taccuini di Giovanni Battista Cavalcaselle (1819-1897) -storico dell'arte, conoscitore e fra i pionieri della tutela del patrimonio culturale nella nuova Italia postunitaria- che vide il dipinto nel 1857 e 1866.

Ingresso libero

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