Dalla pagina di facebook di Jacopo Bassi “ Ed eccomi segretario cittadino. Bel congresso, discussione vera e franca, testimonianza della ricchezza e della vitalità del partito che mi appresto a guidare. Aspettative molto alte nei confronti di un giovane, il giusto stimolo per lavorare bene con un coordinamento che è la giusta miscela tra figure di esperienza e volti nuovi.
Degno di nota un passaggio del mio discorso: stimolato da un intervento precedente che ricordava l'importanza delL'Apparato composto da cariche istituzionali e di partito, ho potuto dire, con fierezza, che "Il sostegno all'Apparato, da parte del Partito, è fuori discussione".
Come festeggio? Andando a Milano, alla Capanna. Perché se ora ho la possibilità di occupare questo ruolo è perché le esperienze di volontariato umanitario non sono state meno formanti di quello civico/politico. Pur mantenendo bene separate le due sfere, ho potuto apprezzare quanto l'essere attivi in entrambi i campi offra un enorme arricchimento personale, che di certo è stato fondamentale per creare il sostegno e la fiducia che mi hanno circondato in questo congresso.
Non posso essere ricordato come il segretario con l'orecchino, c'è già stato ( e c'è ancora, nel nuovo ruolo provinciale che si merita) Matteo Piloni. Io sarò il segretario con il polsino (albanese, naturalmente)”.
IL SEGRETARIO COL POLSINO
Si è concluso questa sera il congresso cittadino del PD. I risultati parlano chiaro: su un totale di 66 votanti, Matteo Piloni conquista la segreteria provinciale con 59 voti; alla segreteria cittadina, invece, con 64 voti, c’è una novità, giovane e renziana: Jacopo Bassi. Quest’ultimo, conosciuto in città per aver messo piede nella quasi totalità delle realtà associazionistiche cremasche, guadagna, non senza fatica, un traguardo importante, specialmente per il segnale che questo risultato può lanciare.
Per questo motivo, abbiamo deciso di farci quattro chiacchiere.
Da Piloni, alla Caso, a Bassi…
«Eh sì. Devo dire che mi dispiace solo per una cosa: non potrò essere ricordato come il primo segretario con gli orecchini… (Sia Piloni che Teresa Caso hanno orecchini, nda)
Però potrò essere ricordato come il segretario che portava il polsino dell’Albania!».
Ti saresti mai aspettato un risultato così importante, nella tua carriera politica?
«Devo dire di sì, per come si sono evolute le cose negli ultimi anni. Dopo aver fatto molte esperienze, s’è venuta a creare la situazione per cui potessi diventare segretario cittadino. Sicuramente non mi è mai passato per la mente, appena tesserato».
Quindi non era tanto un’ambizione tua, quanto più una necessità politica del partito?
«Semplicemente, è il frutto del lavoro svolto in questi anni. Poi, è anche frutto delle azioni messe in atto dal Partito Democratico, che ha sempre lavorato per coinvolgere persone, più o meno giovani, all’interno della sua attività. Quindi, no, non è stata un’ambizione».
Nonostante tutte le incertezze che in questi tempi incontriamo, una cosa è sicura: la tua elezione segna uno stacco significativo, da quella che era la linea partitica. Sia perché sei giovane, sia perché sei renziano.
«Una delle cose che contraddistinguono il PD di Crema, non è solo il fatto di avere la Festa più bella della Lombardia, ma è anche la capacità di elaborare proposte politiche e discutere senza però dividersi a livello di politica nazionale. Si prendono posizioni diverse ma si lavora sempre all’interno del contesto del partito. Ecco perché anche un renziano, a Crema, può raggiungere un traguardo importante come questo».
I dati raccontano questo scenario: su 66 votanti, 64 voti se li è accaparrati Jacopo Bassi, il resto erano schede bianche. Plebiscito ampiamente raggiunto e superato, quindi. Ma credi che questo risultato sia influenzato dall’aver avuto la candidatura unica?
«Bella domanda! [rimugina per circa 30 secondi, poi prova ad abbozzare una risposta] C’è stato un passaggio, prima del Congresso, in settimana, in cui, s’è fatta un’assemblea aperta a tutti gli iscritti del partito proprio per poter presentare le candidature. Un passaggio che io, insieme ad altri, abbiamo chiesto al coordinamento cittadino in modo da poter far sapere a tutti, in anticipo, che io mi sarei candidato (allude al fatto che le candidature si potessero presentare anche nel corso del Congresso stesso, nda). E devo dire che nella discussione, quando è stato presentato il mio nome, tutte le realtà del PD di Crema si sono coagulate senza troppi problemi attorno alla mia candidatura. Quindi potremmo dire che, al contrario, la candidatura unica è il frutto di una discussione interna e di un passaggio importante per la vita democratica di un partito come quello Democratico. Credo che da questo derivi il plebiscito».
Qualcuno, dopo lo spoglio, s’è detto felice perché hai “le spalle larghe e coperte”. Tuttavia, stando ad alcuni rumors, c’è anche chi sostiene che tu sia “deboluccio”, perché,alle spalle, non hai la “struttura”…
«Mah, questa è una cosa che, dalla discussione, non è emersa. E io faccio affidamento sugli atti del Congresso che, per me, sono gli unici che contano. È la prima volta che sento questa critica, ma è legittima. In fondo, sono un ventiseienne alla guida di un partito cittadino, nella seconda città più grossa della Provincia. Ma ciò non toglie che una persona del genere non possa spendersi in maniera efficace, su più livelli, anche in una realtà non piccola com’è Crema. Io, comunque, per ora sono soddisfatto. Sono cose che mi caricano, perché le vedo un po’ come sfide costruttive, per dimostrare le nostre capacità ed il nostro valore
Fonte: http://www.screamzine.it/social/il-segretario-col-polsino/
2013-10-28



