PREMESSO che il D.Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006, Parte Quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” ed in particolare i seguenti articoli:
• art. 179 dispone che le pubbliche amministrazioni debbano perseguire in via prioritaria iniziative dirette a favorire la riduzione e la prevenzione della produzione e della nocività dei rifiuti;
• art. 180 al fine di promuovere in via prioritaria la prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti di cui al precedente art. 179, dispone che le iniziative riguardino in particolare:
a) la promozione di strumenti economici, eco-bilanci, sistemi di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti, azioni di informazione e sensibilizzazione dei consumatori, l’uso di sistemi di qualità, nonché lo sviluppo del sistema di marchio ecologico ai fini della corretta valutazione dell’impatto di uno specifico prodotto sull’ambiente durante l’intero ciclo di vita del prodotto;
b) la previsione di clausole di gare di appalto che valorizzino le capacità e le competenze tecniche in materia di prevenzione della produzione di rifiuti;
c) la promozione di accordi e contratti di programma o protocolli d’intesa anche sperimentali, finalizzati, con effetti migliorativi, alla prevenzione ed alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti;
PRESO ATTO ALTRESI’CHE:
- il Decreto Legislativo 152/06 cosiddetto “Testo Unico Ambientale”, e s.m.i, prevede che debba essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari ad almeno il 65 % entro il 31.12.2012, percentuale già ampiamente superata dal Territorio Cremasco, ancorchè suscettibile di ulteriori margini di miglioramento;
- a livello regionale, la LR 26/2003 e s.m.i della Regione Lombardia. promuove e orienta l’organizzazione di un sistema integrato di gestione dei rifiuti quale servizio locale di interesse economico che tenda a:
• ridurre la quantità e la pericolosità dei rifiuti;
• incentivare e sostenere l’effettivo e oggettivo recupero;
• assicurare un’efficace protezione della salute e dell’ambiente;
• incentivare l’adozione di forme di autosmaltimento;
- la Direttiva Europea sulla gestione dei Rifiuti 2008/98/CE, che modifica la Parte IV del vigente D.Lgs152/06 e ss.mm.ii. e introduce obiettivi innovativi riguardo:
a) la definizione di un programma per la riduzione della produzione dei rifiuti, nonché un programma per la riduzione dei Rifiuti Urbani Biodegradabili da avviare in discarica anche ai sensi di quanto previsto nella stessa direttiva;
b) la necessità di definire approcci mirati all’autosostenibilità delle filiere del riciclaggio e recupero, attraverso la sperimentazione e programmazione di nuovi modelli di gestione fondati sulla autovalorizzazione durevole dei rifiuti come risorsa ed in considerazione dei contesti ambientali, territoriali, sociali, economici, imprenditoriali;
c) lo sviluppo delle raccolte differenziate non sarà solo finalizzato a ridurre i flussi di rifiuto indifferenziato da avviare a recupero energetico o smaltimento, ma soprattutto mirato alla promozione delle filiere del riciclaggio;- l’art 198 del Decreto Legislativo 152/06 attribuisce ai Comuni la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti urbani assimilati con particolare riferimento alle modalità del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento;
- VISTA la Risoluzione del Parlamento europeo del 24 maggio 2012 su un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse;
- CONSIDERATO che a livello internazionale molte città hanno assunto un percorso attraverso la definizione di atti deliberativi e di concreti strumenti operativi volti a scoraggiare l’incremento dei rifiuti e lo smaltimento in discarica e volti a favorire, oltre ad iniziative di generalizzata estensione della raccolta differenziata, anche la “responsabilità estesa dei produttori” con la quale coinvolgere fattivamente il“mondo produttivo” nell’assunzione di “produzioni sempre più pulite ed in grado di “incorporare” i costi ambientali delle merci prodotte;
- CONSIDERATO che i rifiuti non sono più tali, ma sono una miniera di materie prime secondarie, comprese quelle che si trovano attualmente in discarica. L’approccio deve essere sistematico, considerando il ciclo dei rifiuti a 360°. Ogni Sistema di gestione dei rifiuti è un disegno complessivo che va adattato alle peculiarità del territorio;
- CONSIDERATO che un’attenta politica di gestione dei rifiuti che punti alla loro prevenzione, al riuso, al massimo recupero di beni e materiali si pone in linea anche con gli obiettivi di diminuzione dei “gas serra” resi necessari da “accordi internazionali” che puntano ed obbligano i governi a “Tagliare” le emissioni di CO2 legate anche alla produzione dei beni di consumo a partire dagli imballaggi;
- ATTESA la necessità di salvaguardare gli interessi pubblici connessi all’ambiente attraverso una riduzione delle quantità di rifiuti indifferenziati destinati allo smaltimento in discarica ed un incremento della raccolta differenziata dei rifiuti urbani ed assimilati per il mantenimento e miglioramento degli obiettivi fissati dall’art. 205 del succitato D.Lgs. n.152/06 che prevede in particolare il raggiungimento per l’anno 2012 almeno il 65% di raccolta differenziata, percentuale già ampiamente superata dal Territorio Cremasco, ancorchè suscettibile di ulteriori margini di miglioramento;
VISTA la mozione n. 68 approvata dal Consiglio Regionale della Lombardia nella seduta del 2 Luglio 2013, che di fatto mira a bloccare i progetti di ampliamento di tutti gli inceneritori, presenti in Regione, puntando ad un nuovo sistema integrato di raccolta, trattamento, riciclaggio e smaltimento dei rifiuti urbani che marginalizzi il ricorso alla discarica e superi gradualmente, ma in tempi certi, l’incenerimento dei rifiuti,
TUTTO CIO' PREMESSO IL CONSIGLIO COMUNALE DI CREMA
INDIVIDUA
come ambito ottimale per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, almeno l’intero territorio provinciale,
INTENDE SOSTENERE
tutte le azioni e le procedure utili affinché i rifiuti prodotti sul territorio provinciale non vengano avviati all'incenerimento e al conferimento in discarica
RITIENE DI PREVEDERE
nella stesura dei capitolati alla base della prossima gara di appalto del servizio un sistema ditariffazione puntuale, che premi le utenze che pongono un’attenzione particolare alla riduzione dei quantitativi di rifiuto prodotto;
DA’ MANDATO
alla Sindaco del Comune di Crema di farsi portavoce degli indirizzi contenuti nel presente atto, in ogni sede opportuna, affinché si possa aprire una nuova strategia di gestione dei rifiuti prodotti nella nostra provincia, avente costi inferiori per i Comuni e maggiori tutele per la salute dei cittadini e dell’ambiente in cui viviamo.
Fonte: Emanuele Coti Zelati



