Sabato, 20 giugno 2026 - ore 23.10

Cremona, concerti al Museo del Violino per le festività pasquali

Nella foto, il violista William Murray

| Scritto da Redazione
Cremona, concerti al Museo del Violino per le festività pasquali

Per i giorni di Pasqua, il Museo del Violino (aperto anche il Lunedì dell’Angelo) propone un viaggio alla scoperta del fascino della tradizione liutaria, attraverso il suono di alcuni degli strumenti più preziosi che fanno parte del suo patrimonio.

Sabato 26 marzo alle 12:00 (biglietto: 7 euro) riflettori puntati sulla viola Girolamo Amati Stauffer 1615: considerata la prima viola di taglia contralto costruita a Cremona, ancora oggi influenza e ispira il lavoro dei liutai contemporanei; dal 2013 è esposta nello Scrigno dei Tesori, la sala del Museo del Violino che ospita i più importanti strumenti opera dei grandi Maestri e appartenenti alla collezione del Comune di Cremona e della Fondazione Walter Stauffer. A esibirsi con questo strumento dalle eccezionali qualità acustiche sarà Wim Janssen, violista olandese ormai italiano di adozione, al quale molti compositori contemporanei hanno dedicato brani solistici.

Domenica 27 marzo, alle 16:00, Lena Yokoyama, con lo Stradivari Vesuvio, sarà protagonista di un breve recital solistico.

Lunedì 28 marzo alle 11:00 (biglietto: 10 euro), spazio alla rassegna L’Accademia Stauffer in concerto, nata per promuovere il talento dei giovani musicisti che frequentano i corsi dell’Accademia. Protagonista del concerto del Lunedì dell’Angelo è, alla viola, William Murray, allievo del maestro Bruno Giuranna, accompagnato dalla pianista Clara Dutto. Il programma propone una ricognizione che dagli albori del Settecento giunge fino al Novecento, secolo in cui la viola assume maggior rilievo solistico. Dalla Sonata in sol minore di Henry Eccles, passando per la Sonata in re minore di Mikhail Glinka e l’Elegia op. 30 di Henri Vieuxtemps, si arriva all’Intermezzo di Nino Rota, composizione lieve e palpitante, incantevole nella soave ispirazione modale, e, infine, all’originale Sonata op. 11 n. 4 di Paul Hindemith, nella quale, eludendo il ricorso alla struttura convenzionale, i tre movimenti vengono eseguiti senza soluzione di continuità.

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