Sabato, 20 giugno 2026 - ore 23.13

Cremona, inaugurata al Museo Civico di Storia Naturale ‘Fiori e paesaggio’

Torna fino al 29 maggio “Spazio aperto nel Museo. Patrimoni condivisi”

| Scritto da Redazione
Cremona, inaugurata al Museo Civico di Storia Naturale ‘Fiori e paesaggio’

Inaugurata ieri, domenica 20 marzo, al Museo di Storia Naturale, la mostra Fiori e paesaggio. Conservazione tra passato e futuro.Fino al 29 maggio torna il tradizionale appuntamento Spazio aperto nel museo. Patrimoni condivisi, momento in cui il Museo di Storia Naturale si apre alle collaborazioni con Istituzioni scientifiche e Associazioni del nostro territorio. Quest’anno viene fatta una riflessione sull’importanza della documentazione ad ampio raggio per la conservazione del nostro ambiente e delle collezioni, un’esposizione che prende spunto dalla primavera, con particolare attenzione ai fiori e al paesaggio, documentando il patrimonio che ancora caratterizza il nostro territorio, vista sotto tre diversi aspetti.

«Dal cielo passeggiate» sulle belle terre ed acque cremonesi, da Rivolta d’Adda al Casalasco, per cogliere le varietà del paesaggio primaverile con le fotografie riprese a volo d’uccello da Giuliano Regis, nell’ambito delle attività del Gruppo Fotografico Cremonese BFI ADAFA, a cura di Valerio Ferrari e dello stesso Regis.

Poi «Fiori spontanei» nell’ambito del consolidato rapporto di collaborazione con il Parco Adda Sud a cura del Gruppo Photonatura Il Gerundo. Le immagini raccontano che la buona salute di un campo si può cogliere dalla varietà delle specie che si offrono all’osservatore. Purtroppo negli ultimi anni è quasi scomparso il blu del fiordaliso, sono divenuti rari il bianco e giallo della camomilla e il rosso del papavero. Per fortuna questo patrimonio non è ancora completamente perduto, da qui l’invito del Gruppo Photonatura Il Gerundo (Angelo Chinosi, Maurizio Pedrinazzi, Roberto Musumeci, Marco Polonioli, Pino Gagliardi, Fabrizio Comizzoli, Antonio Marchitelli, Paolo Berto, Antonio Raimondi) a godere della bellezza dei fiori senza coglierli e calpestarli.

Infine le ragioni del recupero di un erbario storico, l’Erbario Berenzi, di recente restaurato, facente parte delle preziose Collezioni Botaniche del Seminario Vescovile. Saranno descritte le fasi e le modalità dell’intervento e una breve biografia del sacerdote Angelo Berenzi (1853-1925), che trascorse la maggior parte della sua vita nel Seminario cremonese dove ricoprì gli incarichi di insegnante e bibliotecario. Uomo dai molteplici interessi, mantenne solidi contatti con l’ambiente culturale dei suoi tempi, fu un apprezzato storico e letterato, fine epigrafista, studioso di liuteria bresciana e collezionista d’arte. Berenzi legò al Seminario le sue collezioni d’arte e lasciò, nelle collezioni naturalistiche, 58 fogli di erbario, databili tra aprile e agosto 1886, con campioni sapientemente preparati, identificabili attraverso precise note manoscritte e che si potranno ammirare per l’occasione nella sala di lettura della Biblioteca del Seminario Vescovile.

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