Giovedì, 02 dicembre 2021 - ore 20.18

Cremona Mostra icone di Francesco Cigolini alla Libreria Ponchielli

Per la Chiesa l'icona non è un semplice quadro, ma un segno tangibile della sostanza divina. Dal 27 novembre al 10 dicembre

| Scritto da Redazione
Cremona Mostra icone di Francesco Cigolini alla Libreria Ponchielli

Cremona Mostra icone Libreria Ponchielli Dal 27 novembre al 10 dicembre

Presso la Libreria Ponchielli, sita in piazza Sant’Antonio Maria Zaccaria 10 a Cremona, saranno esposte le icone sacre rilette, interpretate e scritte per mano di Francesco Cigolini, allievo della scuola di iconografia di Maguzzano e formatosi con i maestri Enrico Bertaboni e Giovanni Mezzalira.

Il termine iconografia deriva dalle parole greche eikon, immagine, e graphein, scrivere, e indica la tradizionale arte di rappresentare immagini sacre nella cultura cristiano ortodossa secondo canoni precisi e immutati nel tempo, ma il suo valore esula dall’ambito strettamente artistico divenendo una particolare forma di fede.

Per la Chiesa infatti l'icona non è un semplice quadro, ma un segno tangibile della sostanza divina. Essa è stata definita prima come un tempio dove potersi metaforicamente recare, e poi come l'incarnazione del figlio: segno che è unione tra natura umana e divina.

La ricchezza nella varietà delle forme di questa “scrittura” è legata ai luoghi in cui quest'arte originariamente si è diffusa; Palestina, Egitto, Siria, e ancora  Bisanzio, fino ad arrivare in Russia, luogo ove viene coniato il termine stesso Icona.

Diverso il luogo, diversa la conseguente interpretazione: se l'icona diventa in occidente un medium didattico, in oriente rimane un luogo in cui incontrare, in soliloquio, il divino.

Così l’iconografo dipinge le proprio opere usato pigmenti naturali, usando come basi tuorlo d’uovo e vino, e ancora lo fa su di una tavoletta di legno lavorata con perizia perché diventi un fondo adatto alla sua creazione e utilizzando lamine d’oro.

L’opera dell’artista però non è mai completa: come Cigolini ci rammenta è infatti lo sguardo dell’osservatore a concludere l’opera, rendendola infine completa.

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