Sabato, 03 dicembre 2022 - ore 07.43

Cremona Pianeta Migranti. Corpi di bambini deceduti gettati in mare dai barconi

Sono stati gettati in mare dai loro compagni, in un viaggio interminabile durato più di 10 giorni dalle spiagge della costa turca.

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta Migranti. Corpi di bambini deceduti gettati in mare dai barconi

Cremona Pianeta Migranti. Corpi di bambini deceduti gettati in mare dai barconi

Sono stati gettati in mare dai loro compagni, in un viaggio interminabile durato più di 10 giorni dalle spiagge della costa turca. L’Europa e l’Italia stanno a guardare.

“È quanto emerge dalle prime informazioni raccolte dal team dell’Unhcr, l'Agenzia Onu per i rifugiati, da sempre presente in Sicilia nei luoghi di sbarco.

A giungere nel porto di Pozzallo il 12 settembre, scortati da una motovedetta della guardia costiera sono stati 26 siriani e afghani, tutti in condizioni precarie di salute. Visibilmente denutriti mostravano segni di desquamazione della pelle. Durante il viaggio, forse per alleggerire il peso dell’imbarcazioni o per restituire le vite al mare, si sono dovuti sbarazzare dei corpi deceduti di bambini di 1 e 2 anni, un ragazzino di 12 e tre donne, morti di sete, come spesso capita in questi lunghi viaggi interminabili.

L’Unhcr continuerà a raccogliere le testimonianze dei superstiti che, dopo giorni di richieste d’aiuto, erano stati soccorsi a largo delle coste orientale libiche da un mercantile battente bandiera liberiana e successivamente raggiunti da un altro mercantile italiano.

I naufraghi sono stati poi tutti trasbordati - a circa 80 miglia a largo di Siracusa - nella motovedetta CP325 della guardia costiera italiana e condotti in salvo a Pozzallo. L’equipaggio a bordo della nave liberiana ha riferito di non aver trovato corpi privi di vita a bordo, perché purtroppo i compagni di viaggio li hanno dovuti riconsegnare al mare.

Una tragedia che si aggiunge a quella di Loujin, la bimba siriana di 4 anni morta di sete a bordo di un barcone partito dal Libano. Una storia ricostruita dall’attivista Nawal Soufi: "Loujin è morta a causa delle politiche europee. È morta tra le braccia della madre mentre diceva: mamma ho sete".

 (da Vita.it)

Durissime le parole dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che ricorda come nel 2022 sono oltre 1.200 le persone che sono morte e risultano disperse nel tentativo di traversare il Mediterraneo e raggiungere l’Europa. “Il soccorso in mare è un imperativo umanitario saldamente radicato nel diritto internazionale”, spiega Cardoletti, rappresentante dell'Agenzia ONU in Italia, ed “è necessario fare di più per ampliare i canali sicuri e regolari e crearne di nuovi per far sì che le persone in fuga da guerre e persecuzioni possano trovare in sicurezza senza mettere ulteriormente a rischio le loro vite”.

Ma l’Europa sta a guardare e i candidati italiani alle elezioni restano distaccati davanti a simili tragedie. Meloni e Salvini invece, lanciano proposte impossibili come il blocco navale per fermare gli arrivi e il ripristino dei decreti sicurezza del 2018 smantellati dalla Corte costituzionale e da altri successivi interventi. E gli italiani che li votano condividono la loro xenofobia e disumanità.

 

 

 

 

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