Lunedì, 19 aprile 2021 - ore 05.09

Cremona Pianeta migranti. Di nuovo la solidarietà diventa un reato (Video)

All’alba del 23 febbraio la Polizia ha perquisito la sede dell’associazione ipotizzando il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta migranti. Di nuovo la solidarietà diventa un reato (Video) Cremona Pianeta migranti. Di nuovo la solidarietà diventa un reato (Video)


Cremona Pianeta migranti. Di nuovo la solidarietà diventa un reato (Video)

Nel video, l’intervista ai volontari dell’associazione linea d’Ombra Odv che a Trieste presta soccorso ai migranti che provengono dalla rotta balcanica.  All’alba del 23 febbraio la Polizia ha perquisito la sede dell’associazione ipotizzando il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

 Nell’abitazione privata di Gian Andrea Franchi, professore di filosofia in pensione,  e Lorena Fornasir, psicoterapeuta –che è sede dell’associazione Linea d’Ombra Odv- sono stati sequestrati i telefoni personali, i libri contabili dell’associazione e altri materiali.

Linea d’Ombra è un’organizzazione di volontariato nata a Trieste nel 2019. Il suo fine -si legge sul sito - “è raccogliere fondi per sostenere le popolazioni migranti lungo la rotta balcanica e ovunque potrà esserci bisogno. Opera prestando cure mediche e indumenti puliti a chi passa in transito per la città di Trieste, inoltre compie circa un viaggio al mese in Bosnia per portare aiuti concreti ai migranti e agli attivisti presenti in loco.

Linea d’Ombra condanna “le azioni repressive nei confronti di chi è solidale” e chiede “giustizia e rispetto di quei valori di libertà, dignità ed uguaglianza, scritti nella Costituzione, che invece lo Stato tende a dimenticare”.

La situazione dei migranti della Bosnia Erzegovina continua a essere drammatica. Si tratta di persone costrette ad attraversare queste rotte perché con il passaporto che hanno non verrà mai concesso loro un visto. Non avranno l’opportunità di arrivare in Europa attraverso i corridoi legali, e sono costretti ad attraversare questa rotta, che è letale. Muoiono nei crepacci e nei boschi.

L’ultimo appello arriva dalla Caritas di Padova, secondo cui sono circa 8.000 i migranti bloccati nel Paese, di cui 5.000 accolti nei centri di transito e nei campi, e almeno 3.000 in edifici abbandonati, sistemazioni improvvisate, o all’addiaccio. La Caritas di Padova, del Friuli Venezia Giulia, del Trentino Alto Adige e del Veneto, lanciano un appello a istituzioni e popolazione: “Non sono solo uomini, ci sono tante famiglie con bambini piccoli, tanti minori non accompagnati sia in Bosnia che in Serbia, che sostano per mesi in questi campi nell’attesa di entrare nell’Unione europea. Si tratta di avere riconosciuti i diritti minimi di qualunque essere umano e di non sottovalutare la tragedia che sta accadendo”.

 

https://www.youtube.com/watch?v=Wea7IDk8zck

 

 

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