Venerdì, 05 marzo 2021 - ore 20.25

Cremona Pianeta Migranti. Covid-19: cure e vaccini beni pubblici globali.

Dall’inizio della pandemia, la necessità di considerare cure e vaccini per il Covid-19 come “beni pubblici globali” è stata ampiamente riconosciuta a parole ma....

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta Migranti. Covid-19: cure e vaccini beni pubblici globali. Cremona Pianeta Migranti. Covid-19: cure e vaccini beni pubblici globali.

Cremona Pianeta Migranti. Covid-19: cure e vaccini beni pubblici globali.

Dall’inizio della pandemia, la necessità di considerare cure e vaccini per il Covid-19 come “beni pubblici globali” è stata ampiamente riconosciuta a parole ma i paesi ricchi, Italia inclusa, in pratica si oppongono alla sospensione dei monopoli.

In 69 paesi in via di sviluppo, solo 1 persona su 10 potrà avere il vaccino per tutto il 2021. Pertanto, India e Sudafrica hanno inviato all’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) la richiesta di sospendere brevetti e proprietà intellettuale sui vaccini per permettere di produrre più dosi e vaccinare il più possibile. Tale proposta è ufficialmente sostenuta da Kenya, Monzambico, Pakistan, Mongolia, Venezuela, Bolivia ed Egitto. Ma un piccolo gruppo di membri dell’OMC tra cui Unione Europea, Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Svizzera e Australia continuano ad opporsi.

Appare chiaro che essendo il covid-19 un’epidemia globale ne potremo uscire solo se verrà sconfitta in ogni parte del mondo, di conseguenza occorrerebbe vaccinare a largo spettro per raggiungere l’immunità di gregge globale. Un obiettivo che rientra nell’interesse di tutti gli Stati e che andrebbe sostenuto coralmente ma, nonostante le dichiarazioni favorevoli di alcuni capi di Stato, le iniziative messe in atto non hanno portato per ora a risultati significativi.

Le società farmaceutiche continuano ad operare indisturbate secondo i soliti modelli che prevedono la firma di accodi commerciali, protetti da clausole di riservatezza e monopolistici, che rischiano di escludere le popolazioni vulnerabili e a basso reddito di molti paesi. Non va dimenticato che le nazioni ricche hanno già accumulato dosi sufficienti a vaccinare 3 volte la loro popolazione e che il 14% della popolazione mondiale si è già assicurata il 53% della fornitura globale di vaccini.

Oggi, con l’emergere di nuove varianti di Covid-19, molti paesi in Africa stanno lottando con un’ondata della malattia in rapida espansione e con un sistema sanitario sopraffatto. E’ fuori dubbio che, senza un accesso universale ai vaccini, aumenteranno i contagi e i morti. Occorre dunque sospendere i monopoli e porre le vite al di sopra dei profitti ma, “occorre farlo in fretta - dice Kosi Mafuso referente di Medici senza Frontiere in Sud Africa -  perché resta poco tempo e ci sono molte vite da salvare.”

L’Italia, profondamente colpita durante la prima ondata dalla mancanza di strumenti medici per combattere il Covid-19, e ancora tanto colpita dalla pandemia, potrebbe soltanto trarre beneficio dall’abolizione temporanea dei monopoli e della poprietà intellettuale sui vaccini. Un posizionamento italiano all’interno dell’Europa, congiuntamente ad altri paesi membri, potrebbe rappresentare un’azione concreta per far fronte alla straordinarietà di questa emergenza sanitaria. Lo chiede un principio di bene comune ed anche di giustizia, visto che la pandemia ha amplificato in modo drammatico le disuguaglianze tra Nord e Sud del mondo.

 

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