Venerdì, 05 marzo 2021 - ore 20.27

Pianeta Migranti. Società private e governo a processo respingimenti Libia.

È necessario dichiarare l’illegittimità dei respingimenti in Libia eseguiti da società private e coordinati dalle autorità italiane in collaborazione con la cosiddetta Guardia costiera libica.

| Scritto da Redazione
 Pianeta Migranti. Società private e governo a processo respingimenti Libia.  Pianeta Migranti. Società private e governo a processo respingimenti Libia.

Cremona Pianeta Migranti. Società private e governo italiano a processo per i respingimenti in Libia.

È necessario dichiarare l’illegittimità dei respingimenti in Libia eseguiti da società private e coordinati dalle autorità italiane in collaborazione con la cosiddetta Guardia costiera libica. Gli effetti dell’esternalizzazione delle frontiere al vaglio del Tribunale di Roma.

Cinque cittadini eritrei, con il sostegno delle associazioni Asgi e Amnesty International  Italia,  hanno avviato un giudizio nei confronti delle autorità italiane, dell’Augusta Offshore e del comandante della nave Asso Ventinove.

Il 2 luglio del 2018 i ricorrenti sono infatti stati respinti in Libia dalla nave “Asso Ventinove” della Augusta Offshore nell’ambito di operazioni coordinate dalle autorità italiane con la collaborazione della cosiddetta Guardia Costiera Libica. Ora chiedono che venga dichiarato illegittimo il respingimento operato nei loro confronti che li ha esposti a mesi di detenzione arbitraria e violenze in violazione, fra gli altri, del loro diritto di asilo.

Dai fatti di causa emerge che il 2 luglio del 2018 le autorità italiane hanno richiesto e coordinato l’intervento della “Asso Ventinove” nelle operazioni di soccorso avviate da una vedetta libica. In particolare, le navi Caprera e Duilio della Marina Italiana, di stanza a Tripoli, hanno chiesto alla Asso Ventinove di prendere a bordo 150 persone in fuga dalla Libia e provenienti da Eritrea, Etiopia e Sudan. La nave ha ricondotto le persone a Tripoli e le ha consegnate alle autorità libiche. I cittadini in fuga sono così stati nuovamente detenuti illegalmente e sottoposti ad abusi e torture.

Tale vicenda sembra confermare la centralità delle autorità italiane in Libia. Inoltre, fa emergere il coinvolgimento di determinati attori privati, che hanno interessi e attività economiche in Libia, nel contrasto alle partenze dal paese.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Cristina Laura Cecchini, Luca Saltalamacchia, Salvatore Fachile, Giulia Crescini, Loredana Leo e Alberto Guariso.

I legali che patrocinano il procedimento hanno dichiarato:

“L’intervento delle navi commerciali nelle operazioni SAR nel Mediterraneo ha assunto sempre maggiore centralità come conseguenza delle politiche di esternalizzazione e delle prassi criminalizzanti verso le organizzazioni della società civile attive nel Mediterraneo. Speriamo che venga riaffermato il dovere di tutela della vita in mare e il rispetto del principio di non refoulement che obbliga chiunque a condurre le persone soccorse in un porto sicuro.”

Link: https://www.asgi.it/primo-piano/conferenza-stampa-respingimenti-in-libia

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