Martedì, 22 giugno 2021 - ore 16.38

Cremona Pianeta Migranti. Corridoi umanitari, un modello per l'accoglienza (video)

Si tratta di un progetto-pilota, realizzato dalla Comunità di Sant’Egidio con la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la Tavola Valdese e la Cei-Caritas, completamente autofinanziato.

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta Migranti. Corridoi umanitari, un modello per l'accoglienza (video)


Cremona Pianeta Migranti. Corridoi umanitari, un modello per l'accoglienza.

Si tratta di un progetto-pilota, realizzato dalla Comunità di Sant’Egidio con la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la Tavola Valdese e la Cei-Caritas, completamente autofinanziato.

Le esperienze di accoglienza all’interno di piccole comunità adeguatamente preparate, stimolano e intensificano i rapporti tra i vari componenti della realtà locale. L’esempio di Sesto San Giovanni è un esempio tra i tanti.

“Presso la Parrocchia Santo Stefano di Sesto San Giovanni, nell’ambito del progetto dei Corridoi Umanitari di Caritas Ambrosiana, sono state accolte due famiglie eritree, provenienti dai campi profughi dell’Etiopia. Il loro percorso di accoglienza durato due anni, si è concluso alcuni mesi fa.

Da un certo punto di vista è stato un percorso come quello di altri richiedenti asilo accolti dalla cooperativa Caritas: ottenere i documenti, apprendere la lingua, capire come funzionano i diversi servizi, imparare a muoversi in città… Eppure quello delle due famiglie è stato un percorso completamente diverso: sapevamo che sarebbero arrivate, le abbiamo aspettate, ci siamo preparati al loro arrivo, un’operatrice è andata a Roma ad attenderle in aeroporto e ha fatto con loro il viaggio in pullmino fino a Milano, mentre gli altri allestivano l’appartamento destinato a ospitarle.

“È stata un’esperienza molto intensa: abbiamo accolto queste persone nell’esatto istante in cui sono sbarcate dall’aereo, siamo stati i primi volti che hanno incontrato e conosciuto in Italia, le prime braccia a cui si sono affidate o hanno affidato il proprio bimbo addormentato, gli sguardi di fronte ai quali si sono sentite libere di riposare dopo un viaggio estenuante, serene di aver finalmente raggiunto la meta.

In due anni di accoglienza hanno fatto un salto incredibile. Sono passati dal non aver mai visto una scala mobile al sapersi muovere in autonomia per tutta Milano, sulla rete della metropolitana. E oggi, riceviamo messaggi vocali di saluto e ringraziamento in italiano correttissimo - raccontano Martina e Rosy, educatrice e coordinatrice del progetto-. Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro incessante degli operatori e alla presenza costante e capillare dei volontari della parrocchia, che li hanno accompagnati e sostenuti di fronte allo spaesamento iniziale e hanno cercato di renderli partecipi della vita della comunità. Ma è stato possibile anche perché le due famiglie hanno scelto di fidarsi e accettare la sfida di essere catapultate in un mondo completamente diverso da quello a cui erano abituate, cercando quotidianamente il punto di incontro tra il proprio passato e il presente. E a loro volta, hanno invitato operatori e volontari a partecipare alle feste e agli eventi più importanti della loro vita, diventando così famiglie tra altre famiglie. In questi due anni entrambi i nuclei hanno costruito le basi per il proprio futuro in Italia e oggi, tra timori, incertezze e speranze proseguono il loro percorso in autonomia.

Ci lasciano il ricordo di tanti momenti condivisi, di un tratto di strada intenso e a volte faticoso percorso insieme e l’esperienza di un modo di fare accoglienza che ha generato incontro, prossimità, umanità.

Secondo Daniela Sironi, referente per il Nord Italia della Comunità di Sant’Egidio, “se si veicola in modo adeguato quanto si sta facendo in queste esperienze di accoglienza, può scattare in altre persone la disponibilità a fare delle cose, anche piccole, ma che possono rappresentare una scuola di convivenza civica. L’egoismo e l’individualismo non creano legami e fanno della fragilità una disperazione”.

https://www.farsiprossimo.it/2020/09/16/corridoi-umanitari-unesperienza-che-crea-relazioni-una-via-legale-un-modello-da-seguire/

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