Lunedì, 17 maggio 2021 - ore 15.03

Cremona Pianeta Migranti. La pandemia non è il peggiore dei mali

La pandemia è solo uno dei tanti mali che affligge la vita di migranti e profughi come i trafficanti, i centri di detenzione libici o la morte in mare.

| Scritto da Redazione
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Cremona Pianeta Migranti. La pandemia non è il peggiore dei mali.

La pandemia è solo uno dei tanti mali che affligge la vita di migranti e profughi come i trafficanti, i centri di detenzione libici o la morte in mare.

Lo dice il Rapporto 2021 del Centro Astalli che conta 8 strutture di accoglienza in Italia, ed è parte della rete del Jesuit Refugee Center, attivo da 40 anni in 56 paesi.

 “Uomini, donne e bambini hanno vissuto come in trappola l’anno della pandemia, mostrando le fatiche di anni di politiche sull’immigrazione ideologiche e strumentali giocate sulla loro pelle”. Lo ha affermato padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, durante la presentazione on line del Rapporto annuale 2021.

“Per anni, abbiamo parlato di una situazione di sempre maggior marginalità delle persone con una protezione internazionale, abbiamo denunciato come politiche securitarie ed escludenti quelle che hanno reso la vita dei rifugiati sempre più precaria – ha ricordato padre Ripamonti -. La pandemia ha reso evidente tutto questo, ha reso visibili gli invisibili, estremizzando la loro condizione”.

A partire dal primo lockdown i richiedenti asilo e rifugiati incontrati dal Centro Astalli hanno raccontato di “un presente vissuto ai margini”. Per loro, la mensa romana ha distribuito oltre 55mila pasti, mascherine e gel disinfettante, “a cui si sono aggiunti, durante i mesi di marzo e aprile, i senza dimora italiani e comunitari (per quasi un terzo del loro numero)”.

Nel mondo, ci sono oltre 80 milioni di sfollati, di cui 45 milioni sono sfollati interni. Partono soprattutto da Siria, Venezuela, Afghanistan, Sud Sudan e Myanmar, e la pandemia ha reso ancora più difficoltosi i loro spostamenti. Durante il primo picco (aprile 2020) circa 168 Paesi hanno chiuso le loro frontiere e di questi 90 hanno interdetto l’accesso anche ai rifugiati. Ciò nonostante il numero degli sfollati è aumentato nel corso del 2020, anche in Italia, con 34mila arrivi. Sono cresciuti gli arrivi ma non le domande d'asilo: 28mila contro le 43.783 del 2019. Partono in tanti ma arrivano in pochi.

Sono partite dalla Libia e sbarcate sulle nostre coste circa 13mila persone; altre 11mila sono state intercettate e riportate indietro dalla guardia costiera libica, mentre più di 1.400 migranti hanno perso la vita. “Tutto questo ci dice che la pandemia per molte persone non è il peggiore dei mali, è solo uno dei tanti che affliggono la loro vita”- ha aggiunto padre Ripamonti.

Pesanti anche le conseguenze dei Decreti sicurezza (aboliti a dicembre 2020) a partire dalla cancellazione della protezione umanitaria: il 36% dei pazienti dell’ambulatorio del Centro Astalli Palermo non era iscritta al Servizio sanitario, anche se erano in Italia da tempo.

La perdita del posto di lavoro ha colpito duramente anche i rifugiati che da anni vivono in Italia in autonomia. Molti, impiegati nella ristorazione o nel settore alberghiero, rimasti esclusi dagli ammortizzatori sociali, sono tornati dopo anni al Centro Astalli per le bollette o l’affitto.

Padre Ripamonti ha poi accennato al nuovo Patto per le migrazioni e l’asilo presentato dall’Unione europea a fine settembre: “Ci lascia insoddisfatti perché continua a basarsi su una logica escludente”. “In sostanza, stiamo assistendo a una sorta di erosione del diritto d’asilo”.

Padre Perica, nel suo intervento,  ha raccontato il lavoro del Jrs in Bosnia e negli altri Paesi sulla rotta balcanica, con mediatori culturali, volontari, medici e traduttori. “Almeno 2.000 migranti intorno a Bihac non hanno la possibilità di lavarsi e subiscono lesioni fisiche alla frontiera. Siamo vicini a loro per mostrare il volto ospitale dell’Europa”. “Questa sventura che coinvolge migliaia di persone è la più grande dalla seconda mondiale ma ci unisce – ha concluso -. “Siamo tutti umani, siamo fratelli tutti”.

https://www.centroastalli.it/il-rapporto-annuale-2021-del-centro-astalli/

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