Martedì, 30 novembre 2021 - ore 03.25

Cremona Pianeta Migranti. Ancora tagli alla cooperazione internazionale.

Si dice “aiutiamoli a casa loro” ma lo si fa solo a parole visto che la nuova Legge di bilancio 2021-2023 taglia ancora fondi della cooperazione internazionale

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta Migranti. Ancora tagli alla cooperazione internazionale. Cremona Pianeta Migranti. Ancora tagli alla cooperazione internazionale.

Cremona Pianeta Migranti. Ancora tagli alla cooperazione internazionale.

Si dice “aiutiamoli a casa loro” ma lo si fa solo a parole visto che la nuova Legge di bilancio 2021-2023 taglia ancora i fondi della cooperazione internazionale.

 

Si sperava che la nuova Legge di bilancio 2021-2030 rappresentasse l’occasione per un’inversione di tendenza. Invece nei prossimi tre anni, i fondi destinati al Ministero degli esteri per la cooperazione bilaterale pura caleranno del 22,74%, passando da 1,2 miliardi di euro del 2021 a 959 milioni nel 2023. Erano 1,3 miliardi nel 2020. Ciò avviene proprio nell’anno in cui l’Italia presiede il G-20 e conferma la retrocessione in corso da anni, rispetto all’impegno assunto in sede internazionale, di raggiungere lo 0,7% dell’aiuto pubblico allo sviluppo rispetto al Pil entro il 2030.

Da tanti anni i Presidenti del Consiglio che si sono succeduti hanno promesso più risorse per la cooperazione. Al Forum di Parigi sulla pace del novembre 2020, in piena pandemia, il presidente Conte disse: “Se c’è qualcosa da imparare da questa situazione senza precedenti, è il valore della cooperazione internazionale. Problemi condivisi, che minacciano la pace e la stabilità, necessitano di risposte condivise urgenti”. Anche l’ex premier Renzi che recentemente si è recato in Senegal e ha visitato alcune realtà missionarie ha dichiarato che l’Italia deve investire molto in Africa, per aiutarli a casa loro altrimenti lo fanno i cinesi. Ma pure lui, quando era al governo, ha lesinato i fondi per lo sviluppo.

Lo scorso febbraio, nella fase di consultazioni del nascente governo Draghi le 135 strutture della cooperazione internazionale facenti capo ad AOI hanno chiesto di mettere tra le priorità del programma del nuovo governo il rilancio dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS). Per questo hanno rivolto alcune proposte per il nuovo governo tra cui:

- riallineare, con i prossimi decreti e nelle Leggi di Bilancio del 2022 e del 2023, il budget dell’APS italiano agli impegni internazionali per l’attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, ritornando già da questo anno allo 0,3% nel rapporto APS/RNL, raggiunto nel 2017 e poi sceso allo 0,22% nel 2019

- interrompere la prassi dell’aiuto “gonfiato” delle risorse destinate al Ministero dell’Interno per la gestione dei rifugiati. In altre parole, l’impegno nella Cooperazione internazionale deve essere certo e identificabile per target, obiettivi e i risultati;

- aumentare le risorse per l’APS di 200 milioni all’anno nel triennio 2021-2022-2023, per costituire un Fondo Straordinario per l’emergenza globale Covid-19, non approvato nella Legge di Bilancio 2021, per rispondere alle conseguenze della pandemia nei Paesi più fragili;

- promuovere la partecipazione dell’Italia nel coordinamento e nella gestione di iniziative di Cooperazione nell’Unione Europea.

Secondo AOI la Cooperazione Internazionale è oggi un fanalino di coda delle politiche del nostro Paese, e ciò influisce negativamente sull’autorevolezza complessiva della politica estera italiana nei tavoli internazionali. AOI ritiene che la Cooperazione internazionale e l’Aiuto umanitario siano una scelta etica e strategica, più che mai nella stagione della pandemia globale, per salvare il Pianeta e cancellare le ragioni di guerre, conflitti, fame, povertà, disuguaglianze e ingiustizie sociali.

 

 

 

 

 

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