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Cremona, ‘Ti regalo la mia morte, Veronika’: le donne di Fassbinder al Ponchielli

Appuntamento al Teatro Ponchielli giovedì 3 marzo (ore 20:30)

| Scritto da Redazione
Cremona, ‘Ti regalo la mia morte, Veronika’: le donne di Fassbinder al Ponchielli

Ti regalo la mia morte, Veronika: questo il titolo dello spettacolo in scena al Teatro Ponchielli giovedì 3 marzo (ore 20:30), ispirato alla poetica di Rainer Fassbinder. I biglietti sono in vendita alla biglietteria del Teatro, aperta tutti i giorni feriali dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 16:30 alle 19:30 (tel. 0372 022001/02). Questi i prezzi dei biglietti: platea e palchi € 18, galleria € 13, loggione € 10. Curiosità relative allo spettacolo potranno essere scoperte grazie all’incontro, che si terrà presso il foyer del Teatro Ponchielli (Corso Vittorio Emanuele, 52) giovedì 3 marzo alle ore 17:30, dove il critico teatrale del quotidiano La Provincia di Cremona Nicola Arrigoni incontrerà la protagonista Monica Piseddu e gli attori della compagnia (ingresso libero).

Il regista Antonio Latella consolida il suo rapporto con ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione dirigendo questo lavoro, che il regista di origine napoletana ha riscritto con il drammaturgo Federico Bellini ispirandosi liberamente (come esplicitamente dichiarato nel sottotitolo) alla poetica del cinema fassbinderiano. Dopo il pluripremiato Un tram che si chiama desiderio, Latella prosegue la propria analisi nell’universo femminile con uno spettacolo che rilegge i miti del cinema occidentale e ne indaga le icone che essi hanno regalato alla memoria collettiva. Partendo dalla rievocazione della vicenda di Veronika Voss, ultima tra le protagoniste del suo cinema, lo spettacolo incontra alcune tra le figure femminili grazie alle quali il regista ha consegnato forse una grande, unica opera, una lavoro il cui sguardo cinematografico e biografia personale tendono inevitabilmente a coincidere. Una corsa folle, senza protezioni, una prolungata allucinazione dove realtà e finzione diventano quasi indistinguibili. Entriamo così nella mente di Veronika, diva sul viale del tramonto e vittima della morfina somministrata da medici senza scrupoli, dove i ricordi e i personaggi rievocati diventano apparizioni in bianco e nero, il nero come forma perfetta che fagocita gli altri colori e il bianco della purezza ma anche del lutto. E, inevitabilmente, il bianco della morfina che trasforma le memorie in gratificazioni, deforma ogni percezione fino a rendere accettabile la morte come possibilità, o liberazione. Un viaggio in cui Veronika e le altre eroine del cinema fassbinderiano regalano il proprio sacrificio al loro ideatore, il regista, il medico ma anche il carnefice Fassbinder, a sua volta, probabilmente, personaggio del suo stesso dramma.

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