Giovedì, 28 maggio 2020 - ore 03.46

Da Cremona Pianeta Migranti. Svuotare i campi delle isole greche per fermare il Covid 19

Medici Senza Frontiere (MFS) chiede di svuotare subito i campi e di ricollocare i migranti in posti idonei.

| Scritto da Redazione
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Da Cremona Pianeta Migranti. Svuotare i campi delle isole greche per fermare il Covid 19

Un caso di coronavirus su Lesbo ha suscitato nuove paure per la salute e sicurezza delle persone intrappolate lì e non solo. In condizioni di vita superaffollate e in mancanza di igiene, il rischio di un’epidemia è molto reale.

Medici Senza Frontiere (MFS) chiede di svuotare subito i campi e di ricollocare i migranti in posti idonei.

“In alcune parti del campo di Moria, a Lesbo, c'è un solo rubinetto per 1.300 persone e nessun sapone disponibile. Le famiglie di cinque o sei persone devono dormire in spazi non superiori a 3 m, spiega la dott.ssa Hilde Vochten, coordinatrice medica di MSF in Grecia.  Ciò significa che le misure raccomandate come il lavaggio frequente delle mani e il distanziamento sociale per prevenire la diffusione del virus sono semplicemente impossibili”.

Mentre in tutto il mondo i governi stanno imponendo misure restrittive di distanziamento, nei campi delle isole greche la gente deve vivere ammassata. La loro salute è in pericolo. Il Covid 19 potrebbe essere solo l’ultima minaccia da affrontare, perché le condizioni di vita rendono le persone, qui stanziate, più vulnerabili rispetto al resto della popolazione.

Sarebbe impossibile contenere un focolaio a Lesbo, Chio, Samos Leros e Kos. Ma fino ad oggi, non si è visto un piano di emergenza credibile per proteggere e curare migranti e rifugiati in caso di epidemia.

"Siamo in contatto con l'Organizzazione nazionale della sanità pubblica al fine di coordinare le azioni, comprese le informazioni sulla salute e la gestione dei casi, sia per i locali che per i richiedenti asilo", ha affermato il dott. Vochten.  “Ciò che ci si aspetta dalle autorità sanitarie è un piano per la prevenzione e il controllo delle infezioni, la rapida identificazione dei casi, l'isolamento e la gestione dei casi lievi, nonché il trattamento di quelli gravi e critici.

Senza nessuno di questi dispositivi, l'evacuazione dei campi nelle isole greche ora diventa più urgente che mai. Ci sono 42.000 richiedenti asilo intrappolati in cinque hotspot e costretti a vivere in questo modo dalla politica migratoria decisa dall'Europa. Se ciò è sempre stato irresponsabile, ora sta diventando criminale se non viene intrapresa un’ azione per proteggere le persone. L’idea di evacuarle durante un periodo di pandemia può sembrare spaventosa, ma costringerle a vivere in campi sovraffollati, non protetti, è grave omissione. Il governo greco e gli Stati membri dell'UE dovrebbero agire subito e trasferire la maggior parte dei richiedenti asilo in un posto adeguato prima che sia troppo tardi”.

Filippo Grandi, Alto Commissario Onu per i rifugiati in un articolo sul giornale The Telegraf del 10 marzo scorso, ha affermato che “la risposta a questa epidemia deve comprendere e concentrarsi su quanti sono ai margini sociali, altrimenti, fallirà. La nostra salute è legata a quella delle persone più emarginate della comunità. Prevenire la diffusione di questo virus richiede di garantire a tutti un accesso equo alle cure. È pertanto urgente un sostegno internazionale per rafforzare i servizi, sia per i migranti che i residenti dei paesi ospitanti e il loro inserimento nei piani nazionali di prevenzione e cura. Diversamente, si metterà in pericolo la salute di tutti. Esiste la tentazione di escludere le minoranze, gli emarginati, o gli stranieri: in questo senso, il coronavirus sta mettendo alla prova i nostri principi e il comune senso di umanità. Nessun paese può sconfiggere da solo il virus e nessun ambito delle nostre società può essere dimenticato senza creare un danno per tutti”

 

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