Venerdì, 05 giugno 2020 - ore 04.51

Cremona Pianeta Migranti. Violazioni dei diritti umani al confine greco-turco: la UE è complice!

Quattro gommoni con a bordo oltre 200 migranti sono arrivati in poche ore sull’isola greca di Lesbo dopo che la Turchia ha aperto i suoi confini con l’Europa.

| Scritto da Redazione
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Cremona Pianeta Migranti. Violazioni dei diritti umani al confine greco-turco: la UE è complice!

Quattro gommoni con a bordo oltre 200 migranti sono arrivati in poche ore sull’isola greca di Lesbo dopo che la Turchia ha aperto i suoi confini con l’Europa.

Un gruppo di abitanti, dalla banchina del porto, ha urlato contro i profughi per respingerli, ha aggredito i giornalisti presenti, gli operatori umanitari e il personale Onu. Sono partiti gas lacrimogeni contro i migranti, per lo più siriani. Un barcone si è ribaltato e un bambino è morto.

 La situazione al confine fra Grecia e Turchia è strettamente legata a quanto sta avvenendo in Siria, in particolare a Idlib, dove si sono intensificati gli scontri tra le truppe di Assad ed Erdogan, con conseguente ondata migratoria “impossibile da gestire” secondo la Turchia.

La Grecia, vuole impedire a tutti i costi l’arrivo dei migranti dalla costa turca; a tale scopo, ha progettato perfino un muro galleggiante di 2,7 chilometri dotato di lampeggianti. Ma intanto si arriva in Grecia anche via terra, lungo il confine orientale con la Turchia, a est di Salonicco. Scappano dall’inferno siriano, a piedi, nel freddo, senza assistenza, e affrontano a mani nude i manganelli e le cariche della polizia. L’Onu sostiene che sono partiti in 13 mila. Per il Ministro degli Interni turco sono 80.000. Il presidente Erdogan dice che sono centinaia di migliaia, e che diventeranno milioni. Eppure, l’Europa, nel 2016, aveva dato alla Turchia 6 miliardi per bloccare nel suo paese 3 milioni e mezzo di siriani in fuga!

La mossa di Erdogan di aprire le frontiere è considerata ‘politica’: utilizza i migranti per far pressione sull’Europa affinchè non intralci il suo piano espansionistico fatto di guerre (Siria e Libia), di sostegno ai Jihadisti oltre che di dura repressione all’interno del suo paese.

MIGREUROP -un osservatorio delle frontiere promosso da 50 organismi internazionali- sostiene che “quanto accade al confine greco-turco è la conseguenza delle politiche dell’Unione europea basate sulla chiusura dei confini, sull’esternalizzazione del diritto d’asilo e sulle trattative aperte con Stati senza scrupoli. Le vite dei migranti e richiedenti asilo non vanno ridotte a diventare minaccia e moneta di scambio nella relazione tra il governo di turno e l’UE. Bisogna abbandonare le politiche di respingimento che condannano migliaia di persone già sfollate, ad una condizione impossibile e bisogna abbandonare i regimi fondati sul controllo delle frontiere che sono causa di un interminabile ciclo di violenza. Non si può accettare che le autorità greche respingano i migranti in Turchia o addirittura nei loro Paesi di origine senza esaminare le situazioni individuali o eventuali necessità di protezione. La xenofobia, il razzismo e la loro normalizzazione devono essere combattute in ogni stato in cui si presentano, sia in Turchia, che in Grecia o da altre parti”.

Intanto, a Lesbo come a Samos e in altre località, i migranti che affollano i campi o che sono accampati nelle tende si disperano perché non vedono nessun futuro. Ma la rabbia cresce anche nelle popolazioni locali che ricevono flussi continui di persone e non si sentono aiutati dai governi e dall’Europa a fronteggiare la situazione. Tutto questo finisce per alimentare l’odiosa guerra tra gli ultimi e i penultimi.

 

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