E ha aggiunto che secondo più “le decisioni del Governo sulla divisione in zone epidemiologiche dell’Italia hanno creato problemi del tutto prevedibili”. De Luca, poi, ha fatto un’osservazione piuttosto interessante:

Per quello che ci riguarda, sarebbe fuori luogo ogni atteggiamento di autoconsolazione e di rilassamento. La situazione è pesante. E si rischia ora un paradosso: che chi è in zona rossa o arancione fra un mese riapre tutte le attività, avendo frenato il contagio; e chi oggi chiude gli occhi, dovrà bloccare tutto nel periodo natalizio.

Secondo lui, dunque, regioni come Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle D’Aosta che vanno praticamente in lockdown, tra un mese potrebbero aver abbassato la curva epidemiologica e potranno affrontare più serenamente il periodo natalizio, mentre le regioni che sono nelle aree gialle potrebbero rilassarsi ora e trovarsi costrette a chiudere tutto proprio sotto Natale. Anche perché sappiamo benissimo che è probabile un passaggio di una regione da una zona all’altra nel giro di due settimane.

De Luca avrebbe voluto un lockdown nazionale adesso per poter affrontare probabilmente con numeri un po’ più rasserenanti il periodo natalizio, invece la sua Campania è gialla, valgono solo le regole base come il coprifuoco e le chiusure dei centri commerciali nel weekend. Tuttavia il Presidente di Regione ha facoltà di prevedere delle misure più restrittive qualora lo ritenga opportuno.