Giovedì, 21 ottobre 2021 - ore 17.11

Degli Angeli (M5S Lomb.) Piano energetico cremonese Comanda il privato?

Sindaci e consiglio comunale commissariati dalle aziende private?

| Scritto da Redazione
Degli Angeli (M5S Lomb.) Piano energetico cremonese Comanda il privato?

Degli Angeli (M5S Lomb.) Piano energetico cremonese: sindaci e consiglio comunale commissariati dalle aziende private?

Chi prende le decisioni? Si è tenuto conto dello stato di salute della cittadinanza?

"Cremona punta di diamante delle biomasse" con la benedizione del sindaco Galimberti? Spero che l'AD Renato Mazzoncini e il sindaco Galimberti, prima di fare questi annunci, abbiamo letto i dati ATS sullo stato di salute dei Cremonesi ed i nuovi report che vedono la nostra provincia soffocare per i livelli di smog, con valori di pm10 e pm2.5 alle stelle, e le 472 morti nel 2018 causate dall'inquinamento.

Quando si parla di “energia verde” si gioca con le parole: la provincia di Cremona sarà la nuova frontiera dell'incenerimento, questa la verità, altro che termovalorizzazione, economia green e circolare.

Vorrei capire come è stato costituito e chi ha fatto parte dello steering committee che ha deciso il destino della nostra provincia. Ormai i sindaci e la politica non servono più a nulla, ma si delega la pianificazione territoriale ai gruppi industriali, che ovviamente rispondono ai propri interessi economici e non alla cittadinanza, se non solo in maniera di facciata.

Chi sono i referenti chiave che hanno programmato e ipotecato il nostro futuro senza coinvolgere il territorio, i consigli comunali democraticamente eletti, i cittadini e le associazioni?

Quali garanzie sono state date in termini di saldo delle emissioni? Qui si fanno politiche aziendali senza interpellare nessuno e si presenta il prodotto quando è già confezionato.

I sindaci ed i consigli comunali hanno ancora un ruolo o sono stati commissariati dalle aziende?

Sibillina è anche la posizione del sindaco Bonaldi che sulla vicenda del termovalorizzatore cremonese, che rimarrà in attività per altri nove o dieci anni, si limita a dichiarare che: «Si tratta di una scelta di natura industriale». Tradotto, noi sindaci, abbiamo delegato ad altri le strategie energetiche e di tutela della salute e dell' ambiente.

È gravissimo e lascia sconcertati.

Perché nessuno parla dei ritardi dello studio epidemiologico e del preoccupante stato di salute dei nostri cittadini?perché non se ne chiede l'estensione anche per il cremasco e il casalasco? Questi elementi e gli impatti emissivi cumulativi sono stati considerati?

Prima di prendere delle decisioni o avallare un piano di "sviluppo", i sindaci, che dovrebbero ricordarsi di essere i primi garanti della salute dei cittadini, dovrebbero richiedere il completamento dello studio epidemiologico e su questo mettere dei paletti e definire le linee guida.

Nella nostra provincia, prima di accendere un cerino in più, sarebbe meglio aver ben chiara la situazione epidemiologica, sanitaria e ambientale.

Quello che è certo è che l'inceneritore avrà ancora lunga vita e che fanghi e i rifiuti da stoccare e bruciare nelle centinaia di impianti a biomasse e di trattamento delle acque diventeranno, per qualcuno, il nuovo oro, ma a quale prezzo per i cittadini? Rischiamo di diventare la pattumiera d'Italia? Ad oggi abbiamo grandi titoli, grandi annunci, parole accattivanti e strategie note solo ai 30 che hanno partecipato al tavolo.

Ora Galimberti chiarisca la sua posizione: o ha avallato queste scelte oppure non è stato neanche preso in considerazione, ed ha avuto solo un ruolo di notaio a giochi già  chiusi. L’unica cosa certa è che i Cremonesi ed il Consiglio Comunale che li rappresenta democraticamente sono stati tagliati fuori da questo percorso e tenuti all’oscuro di queste decisioni che avranno un impatto duraturo sul nostro territorio.

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