Sabato, 06 marzo 2021 - ore 05.47

Degli Angeli (M5S Lomb) Questione forni crematori in Lombardia

“Che fine ha fatto il piano di coordinamento regionale? Esistono linee guida per distanza e tutela salute? ”

| Scritto da Redazione
Degli Angeli (M5S Lomb) Questione forni crematori in Lombardia

Degli Angeli (M5S Lomb) Questione forni crematori in Lombardia presenta un’interrogazione

“Che fine ha fatto il piano di coordinamento regionale? Esistono linee guida per distanza e tutela salute? ”

Un’interrogazione con risposta scritta rivolta alla giunta Fontana e avente come oggetto “piano regionale di coordinamento per la creazione di forni crematori”. Sono gli intenti del consigliere regionale del M5s Lombardia Marco Degli Angeli, a fronte della possibilità di costruire un nuovo forno crematorio nel comune di Spino d’Adda. Uno dei 12 che Regione paventa di costruire, previa la disponibilità da parte dei comuni.

“Stando a quanto è in nostro possesso - commenta Degli Angeli -, regione Lombardia sembra non aver mai elaborato un piano regionale di coordinamento. Come mai?”

Se i timori del consigliere pentastellato dovessero trovare conferma, sarebbe una grave mancanza. “Soprattutto - precisa il consigliere -, in assenza di tali linee guida mi chiedo come sia stato possibile da parte dei consigli comunali avallare le progettualità”.

Inoltre, la delibera regionale evidenzia nero su bianco come, ad oggi, in Regione Lombardia non esistano criteri tecnici uniformi, prescrizioni specifiche e valori limite alle emissioni a supporto di chi dovrà autorizzare gli impianti. “È incredibile che nessun sindaco firmatario del protocollo d'intesa abbia sollevato obiezioni”, puntualizza Degli Angeli.

 In Italia, la materia in questione è disciplinata dalla Legge n. 130 del 30 Marzo 2001, Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri. “Secondo la legge in questione, più precisamente all’articolo 6 comma 1, ogni regione interessata ad implementare la presenza di forni crematori - spiega Degli Angeli - dovrebbe elaborare un piano regionale di coordinamento.

La mia interrogazione  - conclude - ha proprio l'obiettivo di comprendere se un piano esista e quali siano state le linee guida nella sua definizione. In caso contrario, vorrei comprendere per quale motivo Regione abbia optato di non adottare un piano di coordinamento, a differenza ad esempio di quanto è successo in Veneto, nel pieno rispetto dei principi di salute e di salvaguardia ambientale, scaricando al contrario su comuni e province gli oneri di controllo e di pianificazione, che invece dovrebbero essere regionali”.

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