Sabato, 20 agosto 2022 - ore 08.06

Divario retributivo di genere: avviato l’iter per una legge europea

| Scritto da Redazione
Divario retributivo di genere: avviato l’iter per una legge europea

Con l’approvazione del suo mandato negoziale approvato oggi, 5 aprile, il Parlamento europeo è pronto a avviare i negoziati con i governi Ue sulla direttiva sulla trasparenza delle retribuzioni per colmare il divario retributivo di genere.

Nel testo adottato, i deputati europei affermano di voler abolire il segreto salariare nelle clausole contrattuali. Propongono infatti che le aziende UE con almeno 50 lavoratori dovrebbero vietare le condizioni contrattuali che impediscono ai lavoratori di divulgare informazioni sulla loro retribuzione, ed invece divulgare ogni divario retributivo di genere esistente al loro interno. Gli strumenti per la valutazione e il confronto dei livelli retributivi e i sistemi di classificazione professionale devono basarsi su criteri neutrali sotto il profilo del genere, dicono i deputati.

Se le informazioni sulle retribuzioni rivelano un divario retributivo pari o superiore il 2,5%, i datori di lavoro, in cooperazione con i rappresentanti dei lavoratori, dovrebbero condurre una valutazione delle retribuzioni ed elaborare un piano d'azione per garantire la parità.

Inoltre, i deputati chiedono alla Commissione di creare una denominazione ufficiale per le aziende che non presentano un divario retributivo di genere.

Il testo legislativo è stato approvato con 403 voti favorevoli, 166 contrari e 58 astensioni.

Spostamento dell'onere della prova

I deputati sostengono la proposta della Commissione di spostare l'onere della prova sulle questioni legate alla retribuzione al datore di lavoro. Nei casi in cui un lavoratore ritiene che il principio della parità di retribuzione non sia stato applicato e porta il caso in tribunale, la legislazione nazionale dovrebbe obbligare il datore di lavoro a provare che non c'è stata discriminazione, piuttosto che il lavoratore.

“Con questa direttiva stiamo compiendo un passo importante verso l'uguaglianza di genere e facendo luce sul problema della disparità di retribuzione - ha spiegato la relatrice Kira Marie Peter-Hansen (Verdi/ALE, DK), della commissione per l'occupazione e gli affari sociali -. Affermare che non accetteremo più la discriminazione salariale basata sul genere non rappresenta solo un segnale forte, ma è anche uno strumento per aiutare i Paesi UE e i datori di lavoro a eliminare il divario retributivo tra i sessi”. (aise)

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