Mercoledì, 18 settembre 2019 - ore 13.13

Dopo un anno ricordiamo Franco Dolci intitolandogli un luogo di incontro | di Gian Carlo Storti

E’ un anno che il compagno Franco Dolci si è spento. Aveva 90 anni Un pilastro della sinistra cremonese. Un uomo tutto d’un pezzo che ha donato la sua vita al movimento operaio ed alla sinistra comunista. Verso la fine di aprile la sua imponente raccolta di documenti sarà donata dalla famiglia all’Archivio di Stato. La sua memoria non va dispersa . Quel periodo va studiato , rielaborato e trasmesso alle giovani generazioni. Per questo lancio la proposta che una istituzione gli intitoli un sala pubblica che sarà per sempre luogo di riflessione e di democrazia.

| Scritto da Redazione
Dopo un anno ricordiamo  Franco Dolci intitolandogli  un luogo di incontro | di Gian Carlo Storti

In questa pagina ripropongo quanto scritto nel 2016  ed indico  nei correlati materiale documentale del nostro archivio.

Quando un uomo, un  compagno come Franco Dolci ci lascia, anche se all’età di 90 anni compiuti, ci coglie il dolore del lutto e   la ‘ soddisfazione ‘ di averlo conosciuto.

Un uomo della sinistra cremonese, un pilatro del Partito Comunista Italiano che ha dedicato tutta la sua vita al movimento operaio ed alla lotta della sua emancipazione.

Parole e gergo del ‘900 ma che danno il senso a noi , giovani comunisti di allora, della via maestra che uomini come lui hanno tracciato.

Con la  sua meravigliosa retorica dirà , nell’intervista che gli avevo fatto, che ha studiato i classi greci dai quali ha imparato come parlare alla gente. Diceva che un dirigente doveva essere chiaro e piacevole e così è sempre stato .

Quando noi ci avvicinammo al PCI trovammo in lui un punto di riferimento forte. Non condivise l’intervento russo del 1968 in Cecoslovacchia e ripetutamente ci parlava della necessità di costruire ‘un socialismo dal volto umano’.

Aveva cioè intuito il punto debole del comunismo che era quello di non mettere al centro  anche la persona ma solo la collettività.

Insomma, con i suoi interventi,  tracciava un percorso che – allora- ci faceva intravedere la possibilità del superamento della società capitalista con una società socialista che mettendo al centro i bisogni delle persone era in grado di coniugarli con gli interessi più generali.

Gian Carlo Storti

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