Domenica, 21 giugno 2026 - ore 01.22

‘Eresie a Cremona dal Medioevo al Rinascimento’, conferenza di Corada all’ADAFA

Appuntamento alla sede ADAFA di Cremona (Via Palestro, 32), martedì 12 aprile, alle 21:00

| Scritto da Redazione
‘Eresie a Cremona dal Medioevo al Rinascimento’, conferenza di Corada all’ADAFA

Eresie a Cremona dal Medioevo al Rinascimento: questo il titolo della conferenza che Gian Carlo Corada terrà presso la sede ADAFA di Cremona (Via Palestro, 32), martedì 12 aprile, alle 21:00. Il relatore tratterà, in maniera divulgativa, il tema delle eresie a Cremona, a partire dal Medioevo per arrivare alla fine del Cinquecento. Parlerà della “pataria”, movimento religioso contro vescovi e preti simoniaci e corrotti che, nel secolo XI, aveva avuto un grande sviluppo a Cremona, come pure a Milano e in Toscana (grazie soprattutto all’azione dei monaci di Vallombrosa). Un movimento che in buona parte si affermò e vinse, che godette spesso del sostegno dei papi (quando si manteneva entro certi limiti), che si intrecciò stabilmente con le aspirazioni all’autonomia e all’affrancamento dall’autorità del Vescovo-Signore proprie di alcune componenti della classe dirigente comunale. Un movimento che coinvolse, a Cremona, Milano e Firenze, anche le donne. Non fu cosa dappoco in un periodo in cui la condizione femminile era segnata da feroce sottomissione. A Cremona addirittura, lo ricorda come motivo di scandalo un fiero antipatarino, Pietro Grasso, verso la fine dell’XI secolo (quindi agli albori dell’età comunale) una “muliercula”, una donnicciuola, di nome Albizia, predicava spesso al popolo dall’ambone del Duomo.

Il relatore parlerà poi dei fermenti religiosi del XII e XIII secoli, in particolare dei catari. Si ha notizia di una forte comunità catara a Cremona. Anche se meno numerosa e nota di quelle, ad esempio, di Concorezzo o Desenzano del Garda, la comunità di Cremona diede ospitalità a molti catari in fuga dalla Linguadoca. È pervenuta fino a noi la notizia che nell’ottobre del 1243 giunse a Montsegur, roccaforte catara assediata dai crociati, un certo Raymond de Niort (poi fra i 220 arsi vivi dopo la conquista del castello) con un messaggio del vescovo cataro di Cremona che invitava i fratelli a rifugiarsi nella sua città. Erano soprattutto i ghibellini a proteggere gli eretici, un po’ in tutto il Nord Italia, a partire da Ezzelino da Romano (1194-1259). A Cremona, in particolare, li protesse Oberto Pallavicino, signore della città fino alla seconda metà degli anni Sessanta del Duecento. Anche i “populares” venivano spesso, a ragione o a torto, accusati di eresia o di civettare con essa. In realtà non sempre è facile distinguere fra appelli ortodossi alla riforma della Chiesa e forme di aperta contrapposizione (con la sola eccezione dei catari, che non volevano riformare la Chiesa, ma sostituirla). Sia l’eresia che i movimenti ortodossi di riforma nascevano dalla stessa esigenza di personalizzare la religione, di esprimerla e istituzionalizzarla in forme nuove, di espellere dalla Chiesa mondanità e corruzione. A complicare ulteriormente le cose, il fatto che allora molte questioni che noi oggi considereremmo di carattere sociale o civile, si ponevano a livello religioso. Nel XIV e poi nel XV secolo tali intrecci si mostreranno ancor più chiaramente e il relatore metterà in luce il carattere “borderline”, di confine fra eresia e ortodossia di certe figure e movimenti: i Bianchi Battuti, gli Osservanti ecc.

La serata sarà introdotta dai docenti Unipop Angelo Garioni, architetto, e Gianluca Mete, archeologo, che parleranno dei luoghi eretici della città di Cremona. L’ingresso è libero e aperto.

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