Venerdì, 13 dicembre 2019 - ore 06.38

Europa ancora schiava della ‘Crescita’ invece che fautrice dello ‘Sviluppo’ di Benito Fiori

Una speranza, che però il “silenzio” della informazione rende molto labile: la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali per le nuove misure da adottare.

| Scritto da Redazione
Europa ancora schiava della ‘Crescita’  invece che fautrice dello ‘Sviluppo’ di Benito Fiori

Al forte desiderio di credere in un’Europa modello globale per il raggiungimento di un saggio  equilibrio tra “crescita” senza fine e amministrazione delle risorse naturali, tra diritto al lavoro e quello alla salute, tra diritto al futuro e quello di un’alta qualità di vita, oggi è il caso di denunciare come il 30 giugno scorso Consiglio e Parlamento europeo abbiano compiuto un brutto passo indietro per quanto riguarda l’inquinamento dell’aria (http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2016/06/30-air-quality/ ).

In un preoccupante e pressoché totale silenzio mediatico, peraltro certamente gradito a qualche lobby, è stato raggiunto un accordo per la nuova Direttiva N.E.C., “National Emission Ceiling”, (“Tetto alle Emissioni Nazionali”), ossia per lo strumento che, trasformato in Direttiva dopo l’approvazione formale del Parlamento europeo, determinerà i limiti delle emissioni inquinanti per i vari Paesi membri. Essa stabilisce limiti nazionali più severi soltanto dal 2030 in avanti.

La bozza elaborata da Commissione e Parlamento europeo, e ora corretta, prevedeva fossero presi in esame sei inquinanti e climalteranti: biossido di zolfo, ossidi di azoto, composti organici volatili non metanici, ammoniaca, polveri ultrasottili e metano. Ebbene, per la pressione di alcuni governi nazionali, Italia, Inghilterra, Francia, Romania, Polonia e Bulgaria in testa, il metano è scomparso dalla lista. Eppure, è il gas precursore della formazione di ozono e, per quanto riguarda il riscaldamento globale, responsabile, per la sola filiera zootecnica, del 14,5% delle emissioni globali ad effetto serra (Fonte: FAO). Dato questo che è la media tra quella intensiva delle economie avanzate (circa 2 miliardi di ruminanti) e quella delle economie più povere.

Una speranza, che però il “silenzio” della informazione rende molto labile: la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali per le nuove misure da adottare.

Benito Fiori (Circolo culturale “AmbienteScienze”)

 

 

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