Europa Elly Schlein (PD) Difesa comune, non riarmo nazionale.
ACLI, CGIL con Landini, Franceschini (PD) e Cuperlo (PD) aderiscono alla posizione della segretaria nazionale del Partito Democratico
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Acli, contrari al riarmo dei singoli Stati
Le Acli esprimono "forte preoccupazione e contrarietà" per le recenti dichiarazioni della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, sull'ipotesi di destinare fino a 800 miliardi di euro al rafforzamento delle capacità difensive europee. Un simile approccio rischia di alimentare una corsa al riarmo nazionale, allontanandoci dall'originaria vocazione dell'Unione. "Le Acli dicono no al riarmo dei singoli Stati e a una logica puramente militarista: l'Europa dispone già, nel suo insieme, di una delle forze armate più grandi al mondo. - dichiara il presidente nazionale delle Acli, Emiliano Manfredonia - Piuttosto che aumentare la spesa militare nazionale, è necessario lavorare per costruire una politica estera e di difesa comune, basata sulla cooperazione e su una strategia condivisa". "Le risorse economiche devono essere investite in strumenti di prevenzione dei conflitti, cooperazione internazionale e sviluppo sostenibile. - aggiunge Simone Romagnoli, Coordinatore dei Giovani delle Acli e delegato Acli ai rapporti con l'Unione Europea - La sicurezza non può dipendere da una dissennata corsa al riarmo, ma deve fondarsi su un grande piano di investimenti su educazione, welfare, protezione sociale, lotta alle disuguaglianze e opportunità per le nuove generazioni, come era previsto nel Next Generation Eu".
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Ue: Landini, no a riarmo, utilizzare fondi per Europa sociale e del lavoro
Roma, 5 marzo - “Davanti alle sfide e ai problemi internazionali, la priorità strategica dell’Europa non può essere la corsa al riarmo. Le priorità devono essere lavoro, diritti e pace, perché l’Europa è nata per questo ed è questo che l’ha resa forte”.
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DIFESA: FRANCESCHINI, 'CONDIVIDO PAROLE SCHLEIN, PIANO VON DER LEYEN VA PROFONDAMENTE RIVISTO' "Leggo ricostruzioni non rispondenti al vero, questa volta su un tema troppo delicato per tacere. Io condivido le affermazioni di Elly Schlein: il piano di 'riarmo' di Von der Leyen va profondamente rivisto perché non porta alla difesa comune europea ma al rafforzamento di 27 difese nazionali, peraltro finanziandolo coi fondi di coesione. E proprio il nostro convinto e totale europeismo, quello che ci porterà in piazza il 15 marzo, a richiedere in queste ore chiarezza e coraggio nelle parole e nelle scelte". Così Dario FRANCESCHINI, deputato del partito democratico.
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Anche Cuperlo sostiene Shlein sul NO al rirmo: la nostra segretaria ha assunto la posizione giusta dopo il discorso della Presidente della Commissione, ma non possiamo nasconderci che dentro il Pd convivano opinioni assai distanti e che la nostra attuale linea sia minoritaria dentro il PSE



