Giovedì, 21 marzo 2019 - ore 06.55

Finalmente il Marconi di Bologna pagherà la Iresa di Paolo Serra

Non possiamo che dichiararci moderatamente soddisfatti per la notizia che la Iresa (Imposta Regionale Emissioni Sonore Aeromobili) verrà finalmente applicata al Marconi dal luglio prossimo.

| Scritto da Redazione
Finalmente  il Marconi di Bologna pagherà la Iresa di Paolo Serra

Finalmente  il Marconi di Bologna pagherà la Iresa di Paolo Serra

Non possiamo che dichiararci moderatamente soddisfatti per la notizia che la Iresa (Imposta Regionale Emissioni Sonore Aeromobili) verrà finalmente applicata al Marconi dal luglio prossimo.

Soddisfatti perchè la legge regionale 15 del 21/12/2012 che la istituì era stata, successivamente, sospesa a tempo indeterminato per ragioni francamente inconsistenti. Moderatamente perchè appare ragionevole prevedere che l’applicazione dell’Iresa non sortirà alcun beneficio al sistema nervoso delle decine di  migliaia di residenti, e lavoratori, che hanno la ventura di esistere nel triangolo Pescarola/Noce, Arcoveggio/San Donnino, Croce Coperta. La legge, infatti, parla di 8/10 centesimi per tonnellata per ogni movemento per i velivoli cap.4 Icao, ovvero per la quasi totalità degli aerei che usano il nostro aeroporto. Si tratta di circa 7,5 euro per movimento, pari a circa 6 centesimi per passeggero. L’esiguità del balzello è evidente e definire inqualificabili le proteste e l’azione di lobby esercitata in questi 6 anni da gestori e vettori (ed esercitate a livello sia nazionale che locale) ci pare meno del minimo.

Non sappiamo se si intenda applicare la legge così come scritta nel 2012 o si pensi di introdurre modifiche per renderla un po’ più attuale e adatta a raggiungere lo scopo di attutire il disagio dei cittadini (annoyance in termini tecnici). La legge nazionale parla di un tetto di 50 centesimi a tonnellata, che sono già pochi se li confrontiamo con quelli del resto della U.E., ma potrebbero essere abbastanza efficaci se modulati in modo intelligente. Ad esempio si potrebbe applicare una maggiorazione per i decolli da Pista 12 e per gli atterraggi da P30 ed un corrispondente sconto per i decolli da P30 e gli atterraggi da P12. Oppure si potrebbe utilizzare la suddivisione dei velivoli in 5 categorie dell’aeroporto di Zurigo e modulare le tariffe in modo più congruo, sempre distinguendo il territorio sottoposto all’impatto ambientale. E’ certo, però, che i Cap. 4 Icao non dovrebbero essere troppo genericamente favoriti e la tariffa dovrebbe essere proporzionale al prezzo di mercato del cherosene. Se consideriamo che un decollo possa costare circa 1800 euro (con un range molto largo dovuto alle oscillazioni del petrolio) ed ipotizziamo una tariffa di 20 centesimi per i movimenti sul Barghellino e di 60 sul Navile otteniamo rispattivamente 14 e 42 euro per movimento, resta comunque poco come incentivo al sorvolo del territorio meno antropizzato, ma sempre meglio del nulla attuale.

Anche sulla destinazione del gettito, che alle tariffe 2012 su 70.000 movimenti potrebbe ammontare a circa 600.000 euro l’anno sarebbe necessario una maggior chiarezza specie sulla relativa  suddivisione territoriale.

Per COCOMPAER (Comitato per la Compatibilità Aeroporto Città di Bologna)

Paolo Serra

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