Lunedì, 26 agosto 2019 - ore 00.03

I servizi ferroviari in Emilia | Paolo Serra

| Scritto da Redazione
I servizi ferroviari in Emilia | Paolo Serra

Anche martedì 11 settembre alla Festa dell’Unità di Bologna l’assessore regionale Alfredo Peri ha confermato che i servizi ferroviari (SFR e SFM) sono l’obiettivo strategico fondamentale per il futuro della mobilità della Regione e della costituenda Area Metropolitana di Bologna. Ancora una volta non possiamo che rallegrarcene anche se temiamo, di nuovo, che quando si giungerà ai fatti scopriremo che gli aggettivi strategico e fondamentale debbono avere significati diversi da quelli che si trovano in un vocabolario. Continuiamo, testardamente, a non capire cosa ci sia di strategico nell’interramento ad un solo binario della parte urbana della Bologna – Budrio, che  impedirà la futura possibilità di un cadenzamento sotto i 30’ della linea passante Vignola – Portomaggiore. Una linea che si configura come un vero e proprio metrò di superficie contando 15 fermate nei 20 km  da Casalecchio a Castenaso (fra le quali i due poli sanitari del Maggiore e del Sant’Orsola che assommano un numero di spostamenti equivalente a quelli del Marconi e della Fiera). Continuiamo a non capire la strategia sottesa alla cancellazione della fermata Aeroporto per evitare ogni possibile concorrenza col fantomatico people-mover. Oggi la maggior parte dei partenti dal Marconi si fa accompagnare in auto da un parente od un amico, la fermata di via Bencivenni, a cavallo delle due linee per VR e MI, consentirebbe a buona parte degli utenti del bacino urbano e provinciale di recarsi direttamente al Marconi con il SFM. Il  people-mover, che costringe ad un passaggio obbligato dalla Stazione Centrale, non è certo un’alternativa per i bolognesi, è solo un comodo passaggio verso la città per chi arriva in aereo.

L’assessore ha anche continuato a lamentare il procedere del disimpegno degli ultimi due governi che sembrano voler lasciare la partita sulle spalle delle finanze regionali. Forse, però, i tecnici avranno notato che dal 2001 la Regione ha evitato di utilizzare la maggiorazione del 10% sul bollo di circolazione. L’assessore ritiene giusto non alzare la pressione fiscale locale. A parte che, in media, si tratta di poco più di 20 euro l’anno, che per 3,5 milioni di veicoli immatricolati diventano70 milioni, mi pare che le alternative consistano o in un taglio dei servizi, o in un aumento delle tariffe, o in un road pricing sulla Tangenziale di Bologna. Non mi pare che la soluzione del bollo auto sia la peggiore…

 

Paolo Serra    www.bolognaragionevole.org

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