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Finalmente PD e M5S dialogano. Forse si farà un buon governo per l’Italia | Gian Carlo Storti.

Dopo la caduta fragorosa ‘del capitano leghista’ la direzione del Partito Democratico approva all’unanimità la relazione di Nicola Zingaretti che contiene i cinque punti su cui aprire il confronto con il M5S per costruire un buon governo per l’Italia.

| Scritto da Redazione
Finalmente PD e M5S dialogano. Forse si farà un buon governo per l’Italia | Gian Carlo Storti.

Finalmente PD e M5S dialogano. Forse si farà un buon governo per l’Italia | Gian Carlo Storti.

Dopo la caduta fragorosa ‘del capitano leghista’ la direzione del Partito Democratico approva all’unanimità la relazione di Nicola Zingaretti che contiene i cinque punti su cui aprire il confronto con il M5S  per costruire un buon governo per l’Italia.

I cinque punti che il partito democratico indica sono i seguenti:

  • L’impegno e l’appartenenza leale all’UE per una Europa profondamente rinnovata, un’Europa dei diritti, delle libertà, della solidarietà e sostenibilità ambientale e sociale, del rispetto della dignità umana in ogni sua espressione;
  • Il pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa incarnata dai valori e dalle regole scolpite nella Carta Costituzionale a partire dalla centralità del Parlamento;
  • L’investimento su una diversa stagione della crescita fondata sulla sostenibilità ambientale e su un nuovo modello di sviluppo;
  • Una svolta profonda nell’organizzazione e gestione dei flussi migratori fondata su principi di solidarietà, legalità sicurezza, nel primato assoluto dei diritti umani, nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali e in una stretta corresponsabilità con le istituzioni e i governi europei;
  • Una svolta delle ricette economiche e sociali a segnare da subito un governo di rinnovamento in una chiave redistributiva e di attenzione all’equità sociale, territoriale, generazionale e di genere. In tale logica affrontare le priorità sul fronte lavoro, salute, istruzione, ambiente, giustizia. Evitare l’inasprimento della pressione fiscale a partire dalla necessità di bloccare con la prossima legge di bilancio il previsto aumento dell’IVA.

Chi mi conosce sa che ho sempre sostenuto la necessità per il PD ( dell’allora Bersani, poi  di Renzi e di Martina )  di aprire un dialogo con il M5S evitando- come lo stesso Renzi ha più volte dichiarato- di considerarli l’altra faccia della medaglia del populismo e sovranismo.

Anche il Renzi, terminati i pop corn, dopo aver bloccato per molto tempo le aperture di Nicola Zingaretti, in perfetto stile  di ‘tattico’ e non di ‘statista’ ha aperto ad un governo di pochi mesi con il M5S  per poi andare a votare.

Zingaretti, ed oggi tutto il PD, invece propongono a Capo dello Stato ‘l’avvio di una fase politica nuova e la verifica di un’altra possibile maggioranza parlamentare in questa legislatura’ sui cinque punti sopra richiamati.

Anche LEU (Liberi e Uguali) è d’accordo.

Allora cosa fatta? Non lo so . Martina in una trasmissione televisiva diceva che le probabilità sono al 50%.

Vediamo. Intanto si facciano gli incontri e poi si vedrà.  ‘Se non si farà l’accordo-ha detto Zingaretti- si dovrà andare al voto’. Più chiaro di così !

Di Renzi però non mi fido. E’ troppa la sua voglia di ritornare ad essere protagonista e – anche secondo me- sta lavorando per costruire un suo partito magari con qualche pattuglia di fuoriusciti da altri partitini in declino.

I sondaggisti però danno questo partito di Renzi sotto il 4% , quindi probabilmente ora non lo farà.

Di Calenda poi – che minaccia anche lui l’uscita da PD – che dire. Siamo di fronte a narcisismi  che nulla hanno  a che vedere con l’analisi politica.

Spero che il PD di Zingaretti riesca in questo intento. Per battere Salvini, in via definitiva, non bastano gli schieramenti contro ma ci vogliono delle politiche con contenuti chiari.

Quindi auguri al tentativo del PD ed un forte sostegno a Zingaretti.

Gian Carlo Storti ( Cremona)

21 agosto 2019

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