FIPAC Residenze per anziani: sarà la Magistratura a fare le scelte politiche
In materia di rette, le residenze per anziani non autosufficienti si trovano schiacciate fra l’indecisione della politica e le rivendicazioni dei cittadini.
A denunciarlo è il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, che raggruppa 60 organizzazioni tra terzo settore, associazionismo, società scientifiche e rappresentanze sindacali e che in una nota spiega: “In assenza di un quadro legislativo coerente, infatti, crescono i ricorsi di familiari di anziani presso i tribunali. Le scelte compiute dalla magistratura assumono così un ruolo di sostituzione della politica sempre maggiore”.
“La confusione – si legge nella nota – è figlia principalmente di tre elementi:
**La normativa prevede che i costi delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) a titolarità pubblica siano divisi a metà tra il Servizio Sanitario e gli utenti (o i familiari); oggi questi ultimi pagano mediamente 1500/2000 Euro al mese. Le indicazioni legislative, però, sono poco chiare e incomplete e non vengono applicate uniformemente.
**Alcune recenti sentenze di tribunali indicano che le RSA debbano essere totalmente gratuite, senza alcun contributo degli utenti (o dei familiari).
**Altre recenti sentenze affermano l’esatto contrario, cioè che gli utenti (o i familiari) debbano contribuire ai costi nella misura indicata dalla normativa e secondo il loro reddito.
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