Francesco Quante volte ha implorato l'aiuto per gli ultimi | Licio D’Avossa
Gentile direttore, tutto il mondo oggi è orfano della più grande autorità morale del pianeta. La morte di Papa Francesco mi ha colpito profondamente. La notizia mi ha provocato la stessa sensazione di quando persi i miei genitori: solitudine e senso di smarrimento, come un bambino che resta in balia di sé stesso, senza alcuna protezione. Francesco non è stato un Papa qualunque.
Alla domanda del giornalista Mauro Cabrini: ‘D’Avossa, che impressione ha avuto stringendo la mano al Santo Padre?’, la mia risposta fu immediata: ‘La mia non è stata un’impressione ma una certezza: quella di trovarmi al cospetto di un Santo che cammina sulla terra’, a partire da quel ‘Buonasera ! ’, pronunciato dopo l’elezione a Papa, per capire tutto quello che sarebbe accaduto durante il suo pontificato. Oggi siamo tutti confusi, ci manca la sua voce potente, che spesso purtroppo non è stata ascoltata.
Quante volte ha implorato l'aiuto per gli ultimi. Modestamente, sul suo esempio, con la mia associazione e con l’aiuto dei cremonesi, ho cercato di portare quella goccia al mare che, unita alle altre, forma l’oceano della solidarietà. Alcuni sostengono sia stato un Papa divisivo.
U n’opinione di questo tipo è segno di superficialità, provenendo da persone che non hanno ascoltato il suo messaggio d’amore e di solidarietà verso gli ultimi. Sicuramente ha portato una ventata di innovazione nella Chiesa e, senza dubbio, avrà incontrato degli ostacoli che comunque non l’hanno mai intimorito. L’auspicio è che chi gli succederà possa continuare la sua opera di pacificazione universale.
Licio D’Avossa Presidente Associazione Cremona for Kenya ODV



