Giovedì, 20 giugno 2024 - ore 11.40

GAS: LA LITUANIA RIPRENDE A TRATTARE CON LA RUSSIA

| Scritto da Redazione
GAS: LA LITUANIA RIPRENDE A TRATTARE CON LA RUSSIA

Il Governo socialdemocratico lituano richiede tariffe giuste e concordate con il monopolista statale russo, Gazprom. Possibile la rinuncia di Vilna al ricorso presso l'Arbitrato Internazionale di Stoccolma se Mosca concede prezzi in linea con la media UE.

 

Una regione fortemente dipendente dal gas russo alla ricerca dell'indipendenza energetica. Nella giornata di mercoledì, 9 Gennaio, la Lituania ha varato una nuova strategia energetica mirata all'apertura di un negoziato con il monopolista statale russo del gas, Gazprom, per il rinnovo dei contratti per le forniture di oro blu.

 

Come riportato dall'agenzia Interfax, la Lituania, che dipende al 99% dalle forniture di gas della Russia, punta ad ottenere un contratto conforme alla media UE che garantisca a Vilna un approvvigionamento sicuro a lungo termine.

 

Come evidenziato da Primo Ministro lituano, il socialdemocratico Algirdas Butkevicius, particolare problema è rappresentato dalle tariffe, che la Lituania vorrebbe concordare con la Russia, e non, come finora avvenuto, essere imposte unilateralmente da Mosca.

 

Dal 2005, Lituania e Russia hanno rinegoziato più volte il prezzo per le forniture di gas, senza mai arrivare ad una soluzione condivisa. Negli ultimi anni, il Governo moderato di Andrijus Kubilijus si è battuto per collegare le tariffe del gas importato dalla Lituania a quelle del biogas, ma la Russia ha preferito sincronizzarle con quelle del greggio, imponendo così a Vilna l'alto prezzo di 504 Dollari per mille metri cubi.

 

Oltre che coi negoziati, per reagire alla dipendenza dalla Russia la Lituania ha esposto ricorso contro Gazprom per concorrenza sleale presso l'Arbitrato Internazionale di Stoccolma.

 

In particolare, Vilna ha contestato la politica tariffaria della Russia, che, per ottenere il sostegno dei Paesi dell'Europa Occidentale, ha concesso sconti a Francia e Germania, mentre ha mantenuto alti i prezzi per Lituania, Polonia ed altri Stati dell'Europa Centrale.

 

Il Primo Ministro Butkevicius, pur avendo riconosciuto il ruolo della Russia come principale fornitore di gas per la Lituania, ha lasciato intendere la possibilità di rinunciare al ricorso qualora Gazprom decidesse di instaurare anche con Vilna relazioni contrattuali basate sul rispetto delle regole e sulla reciproca contrattazione.

 

Un sostegno alla Lituania è provenuto dalla Commissione Europea, che, nel Settembre 2012, ha aperto un'inchiesta ufficiale nei confronti di Gazprom per condotta anti-concorrenziale in Europa Centro-Orientale, dove Mosca, forte della quasi totale dipendenza dell'area dalle forniture russe di oro blu, ha imposto tariffe di molto superiori alla media di mercato.

 

L'Estonia avanti con il rigassificatore

 

Se la Lituania cerca ancora di mantenere vivo il dialogo con Gazprom, l'Estonia ha implementato i lavori per la costruzione di un rigassificatore che, secondo i progetti, permetterà a Tallinn di diversificare le fonti di approvvigionamento di gas dal quasi monopolio della Russia.

 

Come pianificato dalla compagnia olandese Vopak, il rigassificatore sarà costruito nei pressi di Tallinn per importare gas liquefatto da Qatar, Nigeria ed Egitto.

 

La realizzazione dell'infrastruttura consentirà di limitare la dipendenza dalle forniture dell'oro blu naturale della Russia non solo per l'Estonia, ma anche per Lituania e Lettonia.

 

Per questa ragione, come riportato da Natural Gas Europe, non è escluso che la Commissione Europea possa finanziare direttamente l'infrastruttura per garantire la sicurezza energetica di tre importanti Paesi membri dell'UE.

 

Matteo Cazzulani

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