Venerdì, 12 agosto 2022 - ore 15.07

Come l’Ue potrebbe smettere di importare gas russo già nel 2025

Bellona, Ember, Rap ed E3G bocciano il governo italiano su rigassificatori e carbone: non ce n’è bisogno

| Scritto da Redazione
Come l’Ue potrebbe smettere di importare gas russo già nel 2025

Le soluzioni per l’energia pulita svolgono un ruolo cruciale nel porre fine rapidamente alla dipendenza dell’Ue dalle importazioni di gas fossile dalla Russia. I nostri risultati mostrano che 1) l’energia pulita e l’efficienza possono sostituire i due terzi delle importazioni di gas russe entro il 2025, 2) non sono necessarie nuove infrastrutture per l’importazione di gas e 3) non è necessario estendere l’energia elettrica a carbone.

Il briefing “EU can stop russian gas imports by 2025  – Accelerating clean energy avoids fossil lock-in”, pubblicato congiuntamente da Bellona Europe e dai think tank energetici e climatici Ember, Regulatory Assistance Project – Rap ed E3G,  comincia con una dichiarazione di principio: «Come organizzazioni, siamo al fianco del popolo ucraino nella sua sofferenza e nella sua difesa contro l’aggressione insensata del governo russo. La sua decisione di invadere l’Ucraina mette in netta evidenza il profondo intreccio tra energia, sicurezza e geopolitica. Ora più che mai, l’Unione europea ha bisogno di unità e determinazione nella sua risposta e di concentrarsi sulla resilienza di fronte alle crisi interconnesse. Questo briefing identifica il ruolo indispensabile che le soluzioni di energia pulita svolgono nel porre fine rapidamente alla dipendenza dell’UE dalle importazioni di gas fossile dalla Russia».

Dal briefing emergono tre risultati chiave:

L’energia pulita e l’efficienza energetica possono sostituire i due terzi delle importazioni di gas russe entro il 2025. Le importazioni di gas russe possono essere ridotte del 66% realizzando il pacchetto Ue “Fit for 55” e accelerando la diffusione dell’elettricità rinnovabile, dell’efficienza energetica e dell’elettrificazione. Questo equivale a una riduzione di 101 miliardi di metri cubi (bcm). Ora è  necessario un urgente miglioramento delle politiche per raggiungere il livello di attuazione necessario.

Non sono necessarie nuove infrastrutture per l’importazione di gas. La sicurezza dell’approvvigionamento e la riduzione della dipendenza dal gas russo non richiedono la costruzione di nuove infrastrutture di importazione del gas dell’Ue come i terminali GNL. In alternativa, è sufficiente reperire 51 miliardi di metri cubi di importazioni di gas tramite gli asset esistenti.  Quindi Bellona,  Ember, Rap d E3G bocciano quanto annunciato nell’informativa resa alla Camera il 22 marzo dal ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani sulla necessità di relizzazione nuovi rigassificatori “provvisori”.

L’energia a carbone non ha bisogno di essere estesa. Le misure proposte dalle 4 organizzazioni permetterebbero all’Ue di ottenere la necessaria diminuzione della domanda di gas fossile senza rallentare il declino della produzione di elettricità da carbone. Anche qui una bocciatura per il governo gravi che ha parlato della possibilità di riaprire le centrali a carbone per affrontare l’emergenza energetica.

Il briefing “EU can stop russian gas imports by 2025” fa anche 3 raccomandazioni politiche che non sembrano essere esattamente le priorità del nostro e di altri governi dell’Ue:

Policy: fare degli investimenti nell’efficienza energetica una priorità di sicurezza energetica e aumentare l’ambizione e accelerare la politica chiave in materia di energia rinnovabile ed efficienza nel pacchetto  “Fit for 55” dell’Ue. Identificare il potenziale di riduzione latente che può essere accelerato in linea con gli obiettivi climatici, in particolare nell’uso finale industriale del gas, nelle inefficienze nell’uso del gas (perdite di trasformazione, fuoriuscita di metano) e attraverso l’elettrificazione degli usi finali.

Support: Sostenere l’introduzione delle energie rinnovabili e dell’elettrificazione con programmi di investimento, razionalizzazione amministrativa e un mercato migliore per la flessibilità dal lato della domanda, nonché contratti a lungo termine. Chiarire quali sono  le risorse finanziarie disponibili per le soluzioni di energia pulita nell’ambito di REPowerEU. Garantire che i fondi per la ripresa stanziati per l’energia pulita siano utilizzati a tal fine.

Capacity: mettere in atto le capacità per monitorare e rispondere ai rischi della catena di approvvigionamento low carbon e aumentare la forza lavoro qualificata. Mettere in atto la capacity della Commissione europea per un approccio dell’intera economia alla guida e al monitoraggio dei progressi. Garantire l’equità nella risposta energetica.

Il briefing evidenzia anche che dovrebbero essere identificate e contrastate le politiche controproducenti: «Gli incentivi che attualmente aumentano o perpetuano il consumo di gas devono essere sostituiti con il sostegno agli investimenti per il riscaldamento pulito. E’ di fondamentale importanza evitare il lock-in infrastrutturale o contrattuale del gas, poiché si prevede che l’effetto di “sostituzione” diminuirà drasticamente dopo il 2025».

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